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Sassari

La storia di Nulvi tra Chiesa e Curia

La storia di Nulvi tra Chiesa e Curia

Nel libro di Piredda il passato del paese attraverso lo studio delle sentenze civili

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NULVI. Prosegue l’appassionante ricerca dello studioso nulvese Gigi Piredda che ha pubblicato un nuovo saggio dal titolo “Nulvi tra Chiesa e Curia”. Dopo “Nulvi e il suo passato” con questo lavoro si ripercorre il passato del paese attraverso le sentenze civili vergate dal Giudice della Curia. Nel 1800 infatti l’Anglona era retta a Principato e l’amministrazione della giustizia aveva sede a Nulvi ed era affidata alla Curia o Giudicatoria, come si chiamava allora la Pretura, retta dal giudice ordinario, coadiuvato dai ministri di giustizia che operavano nei paesi che ricadevano nella sua giurisdizione. Gigi Piredda, nella sua certosina ricerca nel polveroso archivio storico della Pretura si è imbattuto in alcuni voluminosi incartamenti fra cui il “Registro dell’Insinuazioni”, il “Registro dei Verbali” che riportano tantissime cause civili e vertenze civili e il registro delle “Pratiche delle Ammonizioni” con le segnalazioni da parte dei Regi Carabinieri al giudice della Pretura. «Dalla loro lettura – spiega Piredda – trapelano i rapporti di forza che intercorrevano tra le classi dominanti dell’epoca: da una parte la Chiesa e i suoi Canonici, rappresentanti, in maggior parte, di quei nobili da cui aveva avuto origine l’immenso patrimonio della Collegiata, da difendere anche a costo di contravvenire alla carità cristiana tanto predicata dal pulpito, dall’altra poveri cristi citati in giudizio per non aver pagato fitti o censi che gravavano sui beni della chiesa. Infine un classe borghese che per far fronte agli obblighi del proprio stato sociale, si oberava di debiti ricorrendo al Monte di Soccorso o al prestito privato di generose ereditiere”.

Mauro Tedde



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