La Nuova Sardegna

Sassari

Le due 16enni vanno in comunità

di Luca Fiori
Le due 16enni vanno in comunità

Accompagnate in due strutture su ordine del Tribunale. Le studentesse sono scoppiate in lacrime

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SASSARI. La fragilità dei loro sedici anni, mascherata da una spaventosa violenza nelle immagini diventate virali due settimane fa della brutale rissa scoppiata a pochi passi dall’istituto Alberghiero, è venuta fuori venerdì pomeriggio davanti agli occhi degli agenti della squadra mobile.

Sono scoppiate in lacrime e apparse improvvisamente poco più che due bambine, le studentesse protagoniste del video della scazzottata finita nel sangue davanti a decine di adolescenti impassibili e armati di smartphone, quando i poliziotti - in due momenti distinti - hanno comunicato loro la decisione presa dal Tribunale dei minorenni su richiesta della Procuratrice Luisella Fenu.

Il giudice delle indagini preliminari Stefania Palmas ha disposto per le due studentesse la misura cautelare del collocamento in comunità. Convocate in questura con i genitori con il pretesto della notifica di un atto, le due sedicenni hanno scoperto invece che non avrebbero potuto far rientro a casa e in quel momento tutte e due sono state prese dalla disperazione. Forse solo in quel preciso istante hanno realizzato la gravità di quello che era accaduto la mattina del 24 gennaio scorso nel piazzale davanti alla scuola superiore di via Cedrino, quando si erano affrontate selvaggiamente, una delle due addirittura colpendo l’ex amica con un tirapugni in ferro.

Finite nel registro degli indagati, insieme ad altre due donne maggiorenni, le sedicenni sono accusate di rissa, lesioni aggravate e porto abusivo di armi. Il Tribunale dei minori ha voluto dare a entrambe un segnale forte, adottando un provvedimento preso solitamente per fatti molto gravi. «Quando potrò tornare a casa?» hanno chiesto agli agenti della questura con le lacrime agli occhi, prima di salutare i genitori. A fine serata le due giovani sono state accompagnate nelle comunità (una nel sud dell’isola e una nell’Oristanese) dove rimarranno fino a quando il Tribunale dei minori lo riterrà opportuno. Per loro non sarà certo una vacanza. Non avranno con sé lo smartphone, potranno vedere i parenti nel fine settimana per un breve colloquio e dovranno seguire un percorso riabilitativo insieme agli educatori della comunità. Il difensore di una delle due, l’avvocato Luca Diaz ha già presentato la richiesta di riesame per attenuare la misura, mentre l’avvocato Giacomo Crovetti, che difende l’altra giovane raggiunta dal provvedimento, attenderà prima l’esito dell’interrogatorio di garanzia previsto per entrambe i prossimi giorni. Le indagini per risalire ai responsabili della rissa erano scattate immediatamente e avevano permesso di accertare che in quegli scontri a più riprese erano stati usati un manganello metallico, una pietra, un martello e un pericoloso tirapugni. I prossimi giorni un provvedimento restrittivo potrebbe scattare anche per le maggiorenni.

Si tratta della compagna del padre di una delle due sedicenni e di un’altra donna amica dell’altra studentessa. Il video diffuso sui social poco dopo l’aggressione, arrivato in pochissimo tempo sui cellulari di mezza Sassari, mostra una lite furibonda fuori dall’istituto di via Cedrino. Una giovane con la testa coperta da un cappuccio – almeno in un primo momento – colpisce una coetanea con un tirapugni di metallo. Intorno a loro decine di giovani riprendono la scena con gli smarphone. Qualcuno incita le due contendenti e solo quando una delle due è una maschera di sangue finalmente le due ragazzine vengono separate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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