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Rinviata l’apertura dell’Area Critica

Rinviata l’apertura dell’Area Critica

Manca il personale, slitta il trasferimento dei pazienti nel nuovo reparto

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OZIERI. Apertura rinviata, ma un po’ c’era da aspettarselo, per il reparto di Area Critica dell’ospedale Segni di Ozieri, nato ufficialmente qualche giorno fa per decisione dell’Ats dopo settimane critiche per l’emergenza Covid nel Nord Sardegna. Per dare il via libera definitivo e iniziare il trasferimento dei pazienti i passi da compiere erano due: completare la dotazione tecnologica e definire la pianta organica, cose che dovevano essere fatte entrambe in sinergia con gli ospedali di Alghero e Nuoro (con il quale è stato stretto un accordo per far sì che su Ozieri convergano anche pazienti di quel territorio). Il primo passo è quasi terminato, e mancano solo alcune attrezzature che si pensa ragionevolmente di poter avere per domani. Nel reparto infatti sono già presenti numerose attrezzature adatte allo scopo, che provengono da investimenti aziendali e dotazioni fornite dalla Protezione civile ma che in parte sono anche frutto di donazioni derivanti da raccolte fondi avviate nel territorio da due anni a questa parte, ovvero da quando si iniziò a chiedere l’apertura a Ozieri di un reparto di terapia intensiva e sub-intensiva in piena emergenza Covid. Il secondo passo, quello della pianta organica, è un po’ più complesso e richiederà più tempo viste le notorie difficoltà dovute alla carenza di personale che, già endemica, è aggravata da contagi e quarantene anche tra il personale sanitario. I tempi comunque non dovrebbero essere troppo lunghi, e da lì si potrà pensare anche al terzo passo, quello che condurrà al futuro: l’accreditamento definitivo dell’Area Critica che le consentirà di esistere anche dopo la fine della pandemia. (b.m.)

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