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Rissa all’Alberghiero, le due sedicenni in settimana dal gip

Rissa all’Alberghiero, le due sedicenni in settimana dal gip

SASSARI. Torneranno a Sassari i prossimi giorni per comparire davanti al giudice delle indagini preliminari del Tribunale dei minori, le due adolescenti raggiunte venerdì scorso dal provvedimento...

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SASSARI. Torneranno a Sassari i prossimi giorni per comparire davanti al giudice delle indagini preliminari del Tribunale dei minori, le due adolescenti raggiunte venerdì scorso dal provvedimento restrittivo che prevede il collocamento all’interno di due comunità, in seguito alla violenta rissa davanti all’istituto Alberghiero filmata con gli smartphone da decine di coetanei.

Le due ragazzine hanno trascorso già tre notti lontane da casa e iniziato un percorso con gli educatori e gli psicologi delle due strutture. Dal loro atteggiamento e dalla volontà di dimostrare di aver capito di aver commesso un fatto molto grave dipenderà probabilmente anche l’imminente decisione del giudice sulla loro permanenza nelle comunità.

Uno dei due legali nominati dalle due famiglie, l’avvocato Luca Diaz, ha già presentato al tribunale la richiesta di riesame per attenuare la misura, mentre l’avvocato Giacomo Crovetti che difende l’altra adolescente si è riservato di presentarla i prossimi giorni, dopo l’interrogatorio davanti al gip Stefania Palmas. Le due studentesse erano state raggiunte dal provvedimento, richiesto dalla procuratrice Luisella Fenu, venerdì pomeriggio ed entrambe erano state colte dallo sconforto e dalla disperazione.

I prossimi giorni potrebbe arrivare anche la decisione del consiglio d’istituto. Docenti e dirigente della scuola di via Cedrino si sono riuniti i giorni scorsi per prendere dei provvedimenti anche dal punto di vista scolastico.

La violenta rissa si era verificata davanti al cancello dell’istituto di Santa Maria di Pisa e fuori dall’orario scolastico, ma la scuola ha scelto di prendere comunque una posizione. Due giorni dopo lo choc per la brutale violenza immortalata nei video che avevano fatto il giro della città, gli studenti avevano voluto prendere le distanze dall’accaduto organizzando un flashmob. «Respingiamo la violenza - avevano detto - la nostra scuola non può essere marchiata per questo episodio».

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