Schiacciato dal camion: si salva
di Luca Fiori
Un operaio di 50 anni è rimasto ferito a una gamba nel tentativo di bloccare la corsa del mezzo
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SASSARI. Quando il camion da cui lui e i suoi colleghi avevano appena scaricato una pala meccanica di piccole dimensioni per avviare un cantiere stradale, ha iniziato a muoversi in discesa senza controllo, Gian Paolo Caggiari, autista sassarese di 50 anni, ha provato coraggiosamente a bloccare la corsa di quel bestione che avrebbe potuto travolgere e uccidere chiunque avesse trovato davanti.
Il tentativo disperato non è andato però a buon fine e l’uomo è rimasto schiacciato tra la cabina del camion e il muso di una Cinquecento in sosta, ma fortunatamente i suoi colleghi sono riusciti a liberarlo e a chiamare i soccorsi. Poco dopo è stato miracolosamente dichiarato fuori pericolo dai medici del “Santissima Annunziata”.
Si è sfiorata la tragedia ieri mattina poco dopo le 9 tra via Sorso e via Col di Lana, nel quartiere di Monte Rosello, e a rischiare la vita è stato proprio l’autista del mezzo pesante della ditta sassarese De.Mo Srl che si occupa di montaggi di condotte e che ieri doveva iniziare i lavori per collegare la rete del gas di città a una palazzina poco distante dall’incrocio con corso Pascoli.
Il cinquantenne, autista esperto, non ha fatto in tempo a sistemare i cunei di sicurezza per bloccare i pneumatici del mezzo pesante e improvvisamente il camion ha iniziato a muoversi, forse a causa di un improvviso guasto meccanico.
Il mezzo pesante ha preso subito velocità a causa di un forte pendenza della strada in direzione di via Col di Lana e i tentativi dell’autista di saltare a bordo della cabina e azionare il freno con le mani non sono andati a buon fine. Gian Paolo Caggiari è rimasto incastrato tra la parte anteriore del camion e il cofano di una Cinquecento posteggiata davanti a un’abitazione a due piani. È stata però proprio l’utilitaria - nuova fiammante - ad attenuare e bloccare la corsa del mezzo che senza ostacoli si sarebbe schiantato contro il muro della palazzina. In quel caso Gian Paolo Caggiari non avrebbe avuto scampo.
La fortuna ha voluto che in quell’istante non stesse passando nessuno, diversamente si sarebbe verificata una tragedia.
Sono stati i tre colleghi della squadra con cui Caggiari era arrivato in via Sorso i primi a soccorrere l’autista. Uno dei tre è riuscito a saltare sulla cabina, a inserire immediatamente la retromarcia e a liberare il collega rimasto incastrato. Gli altri due hanno dato l’allarme. Sul posto poco dopo è arrivata un’ambulanza del 118 e il cinquantenne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso. Fortunatamente se la caverà con qualche settimana di riposo.
In via Sorso sono intervenuti anche i carabinieri del reparto radiomobile e gli ispettori dello Spresal, il servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ats.
Il mezzo pesante è stato messo sotto sequestro su disposizione della Procura della Repubblica e ora bisognerà accertare, attraverso una perizia, se l’incidente sia stato causato da un guasto meccanico o a da un errore umano. I tre colleghi di Gian Paolo Caggiari sono stati ascoltati dai carabinieri e dagli ispettori e le loro dichiarazioni saranno fondamentali per ricostruire esattamente l’accaduto.
Per ora l’unica cosa certa è che se ieri mattina non si fossero trovati a pochi passi dal loro collega probabilmente l’autista non avrebbe avuto scampo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il tentativo disperato non è andato però a buon fine e l’uomo è rimasto schiacciato tra la cabina del camion e il muso di una Cinquecento in sosta, ma fortunatamente i suoi colleghi sono riusciti a liberarlo e a chiamare i soccorsi. Poco dopo è stato miracolosamente dichiarato fuori pericolo dai medici del “Santissima Annunziata”.
Si è sfiorata la tragedia ieri mattina poco dopo le 9 tra via Sorso e via Col di Lana, nel quartiere di Monte Rosello, e a rischiare la vita è stato proprio l’autista del mezzo pesante della ditta sassarese De.Mo Srl che si occupa di montaggi di condotte e che ieri doveva iniziare i lavori per collegare la rete del gas di città a una palazzina poco distante dall’incrocio con corso Pascoli.
Il cinquantenne, autista esperto, non ha fatto in tempo a sistemare i cunei di sicurezza per bloccare i pneumatici del mezzo pesante e improvvisamente il camion ha iniziato a muoversi, forse a causa di un improvviso guasto meccanico.
Il mezzo pesante ha preso subito velocità a causa di un forte pendenza della strada in direzione di via Col di Lana e i tentativi dell’autista di saltare a bordo della cabina e azionare il freno con le mani non sono andati a buon fine. Gian Paolo Caggiari è rimasto incastrato tra la parte anteriore del camion e il cofano di una Cinquecento posteggiata davanti a un’abitazione a due piani. È stata però proprio l’utilitaria - nuova fiammante - ad attenuare e bloccare la corsa del mezzo che senza ostacoli si sarebbe schiantato contro il muro della palazzina. In quel caso Gian Paolo Caggiari non avrebbe avuto scampo.
La fortuna ha voluto che in quell’istante non stesse passando nessuno, diversamente si sarebbe verificata una tragedia.
Sono stati i tre colleghi della squadra con cui Caggiari era arrivato in via Sorso i primi a soccorrere l’autista. Uno dei tre è riuscito a saltare sulla cabina, a inserire immediatamente la retromarcia e a liberare il collega rimasto incastrato. Gli altri due hanno dato l’allarme. Sul posto poco dopo è arrivata un’ambulanza del 118 e il cinquantenne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso. Fortunatamente se la caverà con qualche settimana di riposo.
In via Sorso sono intervenuti anche i carabinieri del reparto radiomobile e gli ispettori dello Spresal, il servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ats.
Il mezzo pesante è stato messo sotto sequestro su disposizione della Procura della Repubblica e ora bisognerà accertare, attraverso una perizia, se l’incidente sia stato causato da un guasto meccanico o a da un errore umano. I tre colleghi di Gian Paolo Caggiari sono stati ascoltati dai carabinieri e dagli ispettori e le loro dichiarazioni saranno fondamentali per ricostruire esattamente l’accaduto.
Per ora l’unica cosa certa è che se ieri mattina non si fossero trovati a pochi passi dal loro collega probabilmente l’autista non avrebbe avuto scampo.
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