Urologia, inaugurato il nuovo reparto con 30 letti
Ultimati i lavori iniziati ad agosto: stanze da due dipinte di verde, un’area Covid, telecamere e tv
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SASSARI. Alle 13 il taglio del nastro, con il primario Massimo Madonia, tutta la sue equipe in giacca rossa, il vescovo Gianfranco Saba e il rettore dell’Università Gavino Mariotti, e direttori generale e sanitario dell’Aou Antonio Lorenzo Spano e Franco Bandiera. Ma giusto il tempo di levare gli addobbi e sanificare, che il nuovo reparto di Urologia era già pieno di pazienti.
In questi mesi erano stati sistemati negli altri reparti dell’Aou, proprio per mancanza di spazi.
La ristrutturazione dei vecchi locali era cominciata in agosto, e Urologia era stata provvisoriamente ospitata nell’ala attigua di Otorino, sempre stecca bianca. Ma la disponibilità di posti letto si era ridotta ad appena 8, con gli altri malati “parcheggiati” in appoggio da altre parti, con una gestione complessa e faticosa. Così l’inaugurazione di ieri pomeriggio ha segnato una vera e propria ripartenza.
Nuovamente trenta posti, come prima dell’estate, ma questa volta in stanze nuove di zecca, luminose, dipinte con un verde evidenziatore, e soprattutto più piccole delle precedenti, con la possibilità di ospitare solo due pazienti per volta, e non quattro come prima. Ancora i letti sono quelli del vecchio reparto, perché le nuove attrezzature sono state ordinate ma non ancora consegnate.
«Avevamo l’urgenza di aprire al primo giorno utile – dice il direttore dell’unità di Urologia Massimo Madonia – la priorità era riportare in reparto tutti i nostri pazienti. I nuovi letti, con la regolazione elettronica dell’inclinazione e con tutti i comfort, arriveranno prestissimo». In ogni stanza, dotata di bagno dedicato, verrà anche installata una tv e una telecamera, che consentirà al personale medico di monitorare gli ospiti da remoto 24 ore su 24. Naturalmente, in questa fase di pandemia, all’ingresso c’è una zona filtro, nella quale i pazienti aspettano l’esito del tampone prima del ricovero. All’interno del reparto, poi, sono state allestite anche due stanze dotate di sistema di ricambio dell’aria, con due letti ciascuna, per ospitare gli eventuali positivi covid a bassa intensità.
Nel reparto di Urologia lavorano 11 medici, 20 specializzandi, 15 infermieri, 6 oss e 3 ausiliari. Se la gestione dei ricoveri funziona bene, e trenta posti sono al momento sufficienti per coprire la domanda, altrettanto non si può dire per la parte chirurgica.
Le sale operatorie, così come accade per molti altri reparti, costituiscono una vera e propria strozzatura che non consente di prendere in carico numerosi interventi programmati. I posti per le urgenze vengono assegnati ogni giorno, ma due sedute fisse a settimana in sala operatoria, più una o due aggiuntive, non bastano per tutti i pazienti in fila nelle liste d’attesa. Così capita che un malato debba sopportare un catetere molto più del dovuto, proprio per l’impossibilità di operarlo. Un reparto come Urologia, per macinare a pieno regime e smaltire tutte le richieste, dovrebbe poter contare su due sedute operatorie giornaliere. (lu.so.)
In questi mesi erano stati sistemati negli altri reparti dell’Aou, proprio per mancanza di spazi.
La ristrutturazione dei vecchi locali era cominciata in agosto, e Urologia era stata provvisoriamente ospitata nell’ala attigua di Otorino, sempre stecca bianca. Ma la disponibilità di posti letto si era ridotta ad appena 8, con gli altri malati “parcheggiati” in appoggio da altre parti, con una gestione complessa e faticosa. Così l’inaugurazione di ieri pomeriggio ha segnato una vera e propria ripartenza.
Nuovamente trenta posti, come prima dell’estate, ma questa volta in stanze nuove di zecca, luminose, dipinte con un verde evidenziatore, e soprattutto più piccole delle precedenti, con la possibilità di ospitare solo due pazienti per volta, e non quattro come prima. Ancora i letti sono quelli del vecchio reparto, perché le nuove attrezzature sono state ordinate ma non ancora consegnate.
«Avevamo l’urgenza di aprire al primo giorno utile – dice il direttore dell’unità di Urologia Massimo Madonia – la priorità era riportare in reparto tutti i nostri pazienti. I nuovi letti, con la regolazione elettronica dell’inclinazione e con tutti i comfort, arriveranno prestissimo». In ogni stanza, dotata di bagno dedicato, verrà anche installata una tv e una telecamera, che consentirà al personale medico di monitorare gli ospiti da remoto 24 ore su 24. Naturalmente, in questa fase di pandemia, all’ingresso c’è una zona filtro, nella quale i pazienti aspettano l’esito del tampone prima del ricovero. All’interno del reparto, poi, sono state allestite anche due stanze dotate di sistema di ricambio dell’aria, con due letti ciascuna, per ospitare gli eventuali positivi covid a bassa intensità.
Nel reparto di Urologia lavorano 11 medici, 20 specializzandi, 15 infermieri, 6 oss e 3 ausiliari. Se la gestione dei ricoveri funziona bene, e trenta posti sono al momento sufficienti per coprire la domanda, altrettanto non si può dire per la parte chirurgica.
Le sale operatorie, così come accade per molti altri reparti, costituiscono una vera e propria strozzatura che non consente di prendere in carico numerosi interventi programmati. I posti per le urgenze vengono assegnati ogni giorno, ma due sedute fisse a settimana in sala operatoria, più una o due aggiuntive, non bastano per tutti i pazienti in fila nelle liste d’attesa. Così capita che un malato debba sopportare un catetere molto più del dovuto, proprio per l’impossibilità di operarlo. Un reparto come Urologia, per macinare a pieno regime e smaltire tutte le richieste, dovrebbe poter contare su due sedute operatorie giornaliere. (lu.so.)
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