Aveva perso la casa all’asta dopo essere rimasto senza lavoro
Flavio Polla era finito in mezzo alla strada alla fine del 2010. Da un giorno all’altro, quando la sentenza del tribunale di Sassari che aveva messo all’asta l’appartamento di viale Italia che il...
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Flavio Polla era finito in mezzo alla strada alla fine del 2010.
Da un giorno all’altro, quando
la sentenza del tribunale di Sassari che aveva messo all’asta l’appartamento di viale Italia che il geometra aveva ereditato dai genitori era diventata esecutiva, Flavio si era ritrovato fuori di casa. Rimasto senza lavoro, il geometra non era stato in grado di pagare le rate di una finanziaria e alla fine gli era stato presentato il conto.
Una mattina di dodici anni
fa il geometra era salito in macchina e dopo aver girato
un po’ a vuoto per la città si era diretto con la sua Peugeot – all’epoca fiammante – nell’angolo più nascosto di Predda Niedda, aveva tirato il freno a mano e detto a se stesso: «Da oggi vivo qui».
Esperto un tempo di condotte idriche e di potabilizzazione dell’acqua, specializzato nell’installazione di impianti fotovoltaici, non avrebbe mai pensato che la sua sosta nella zona industriale sarebbe durata così a lungo. E invece la strada 39 di Predda Niedda, da dove nessuno è mai riuscito a convincerlo ad andarsene, è stata la sua residenza per dodici lunghi anni. Con il caldo e con il gelo Flavio non si è mai mosso
da lì e in tutti questi anni accanto alla sua Peugeot,
ormai un ammasso di rottami, ha costruito una piccola baraccopoli di cartone e teloni svolazzanti che stamattina verranno smontati e portati via.
Da un giorno all’altro, quando
la sentenza del tribunale di Sassari che aveva messo all’asta l’appartamento di viale Italia che il geometra aveva ereditato dai genitori era diventata esecutiva, Flavio si era ritrovato fuori di casa. Rimasto senza lavoro, il geometra non era stato in grado di pagare le rate di una finanziaria e alla fine gli era stato presentato il conto.
Una mattina di dodici anni
fa il geometra era salito in macchina e dopo aver girato
un po’ a vuoto per la città si era diretto con la sua Peugeot – all’epoca fiammante – nell’angolo più nascosto di Predda Niedda, aveva tirato il freno a mano e detto a se stesso: «Da oggi vivo qui».
Esperto un tempo di condotte idriche e di potabilizzazione dell’acqua, specializzato nell’installazione di impianti fotovoltaici, non avrebbe mai pensato che la sua sosta nella zona industriale sarebbe durata così a lungo. E invece la strada 39 di Predda Niedda, da dove nessuno è mai riuscito a convincerlo ad andarsene, è stata la sua residenza per dodici lunghi anni. Con il caldo e con il gelo Flavio non si è mai mosso
da lì e in tutti questi anni accanto alla sua Peugeot,
ormai un ammasso di rottami, ha costruito una piccola baraccopoli di cartone e teloni svolazzanti che stamattina verranno smontati e portati via.
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