Linfociti T ingegnerizzati e reimpiantati Dalla nuova cura la speranza di salvezza
Ancora Gianluca Saraceni non ha ricevuto le cure sperimentali a Perugia. Le sue condizioni al momento non lo consentono e due giorni fa è stato ricoverato nella clinica umbra per stabilizzarlo. La...
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Ancora Gianluca Saraceni non ha ricevuto le cure sperimentali a Perugia. Le sue condizioni al momento non lo consentono e due giorni fa è stato ricoverato nella clinica umbra per stabilizzarlo. La terapia che dovrà ricevere consiste nel prelievo di linfociti dal malato, che vengono ingegnerizzati dalla casa farmaceutica e poi reimpiantati nel paziente. È un trattamento di ultima generazione, «ma che può avere anche degli effetti tossici, tanto che dopo la somministrazione è previsto qualche giorno di ricovero in una terapia intensiva», spiega Roberta Stincheddu. Che per stare vicino al marito ed assisterlo in tutte le sue necessità ha lasciato il posto di lavoro. L’ispettore di polizia sta affrontando la malattia con grande coraggio. «È lui che conforta me i nostri due figli, non ci fa mai mancare un sorriso e la speranza – aggiunge la moglie –. Un atteggiamento positivo, nonostante tutto, che è la nostra forza».
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