Ad ostetricia 1317 neonati, con 672 femmine
Il 2021 si è chiuso con 1.317 nati, 5 in più rispetto a quelli del 2020, ma ancora lontani da quelli registrati nel 2019, in epoca pre Covid, quando i neonati partoriti nella struttura complessa di...
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Il 2021 si è chiuso con 1.317 nati, 5 in più rispetto a quelli del 2020, ma ancora lontani da quelli registrati nel 2019, in epoca pre Covid, quando i neonati partoriti nella struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia dell’Aou di Sassari erano stati 1.452.
L’anno appena mandato in archivio è stato un anno venato di rosa. Le femminucce, infatti, sono state 672 mentre i maschietti sono stati 645.
Il numero dei parti spontanei sono stati 698 mentre i cesarei 529. I parti gemellari, invece, sono stati in tutto 20.
In più tra i nuovi nati, molti sono tra la comunità di immigrati. Sassari si conferma città multietnica. Sono di origine nigeriana le mamme più numerose ( 33). Seguono quindi le romene (13), poi dal Senegal 11, dalla Cina 7 e sempre 7 dal Marocco. Sono 4 le mamme brasiliane, cubane e slovacche. Poi ancora 3 le mamme del Bangladesh e 3 dell’Afghanistan. Si attestano a quota due le mamme provenienti dall’Albania, dalla Croazia, dal Pakistan, dall’Ucraina, dalla Bielorussia, dall’Unione Sovietica, dalla Polonia e dalla Spagna. A quota 1 le mamme che arrivano da Bosnia, Moldavia, Tunisia, Macedonia, Ghana, Filippine, Colombia, Francia, Guatemala, Usa, Repubblica Ceca, Svizzera, Finlandia, Repubblica Domenicana e Germania.
L’anno appena mandato in archivio è stato un anno venato di rosa. Le femminucce, infatti, sono state 672 mentre i maschietti sono stati 645.
Il numero dei parti spontanei sono stati 698 mentre i cesarei 529. I parti gemellari, invece, sono stati in tutto 20.
In più tra i nuovi nati, molti sono tra la comunità di immigrati. Sassari si conferma città multietnica. Sono di origine nigeriana le mamme più numerose ( 33). Seguono quindi le romene (13), poi dal Senegal 11, dalla Cina 7 e sempre 7 dal Marocco. Sono 4 le mamme brasiliane, cubane e slovacche. Poi ancora 3 le mamme del Bangladesh e 3 dell’Afghanistan. Si attestano a quota due le mamme provenienti dall’Albania, dalla Croazia, dal Pakistan, dall’Ucraina, dalla Bielorussia, dall’Unione Sovietica, dalla Polonia e dalla Spagna. A quota 1 le mamme che arrivano da Bosnia, Moldavia, Tunisia, Macedonia, Ghana, Filippine, Colombia, Francia, Guatemala, Usa, Repubblica Ceca, Svizzera, Finlandia, Repubblica Domenicana e Germania.
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