La Nuova Sardegna

Sassari

«Contagi in carcere e poca sicurezza»

«Contagi in carcere e poca sicurezza»

Il Sappe: «Sezione con positivi isolata in ritardo, le mascherine non sono fornite» 

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Nuova ondata di contagi da Covid anche al carcere di Bancali, ma misure anti contagio insufficienti. Protesta il Sappe, tramite il delegato nazionale Antonio Cannas, con una lettera al direttore della casa di reclusione e provveditore regionale informando che dopo i primi due casi di positività accertati nell’ottava sezione, la sezione è stata sottoposta ad osservazione sanitaria e attivate le procedure previsti ma il 7 febbraio altri quattro detenuti si sono positivizzati e quindi tutta la sezione è stata messa in isolamento sanitario.

Secondo il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, quindi, le misure indicate nella disposizione di servizio non sono bastate ad evitare i contagi, contestando l’uso della mascherina chirurgica prevista all’interno dei locali e il fatto che la sezione non sia stata immediatamente isolata.

«Se è vero che le nuove regole stabiliscono l’auto sorveglianza e quindi l’uscita di casa con mascherina Ffp3, è altrettanto vero che in un istituto penitenziario molti soggetti sono tossicodipendenti e pertanto possono contrarre più facilmente il virus – afferma Cannas –. Pertanto non si comprende la ragione per cui la decisione di isolare la sezione non sia stata presa subito».

«Inoltre non risulta che le mascherine FFP2/3, previste per i video colloqui dei detenuti con i familiari, siano state fornite dalla direzione a tutto il personale che accede nella sezione – prosegue Antonio Cannas –. Quindi, il personale addetto ai video colloqui non è stato messo in condizione di accedere nella sezione con i dispositivi di protezione e la mascherina Ffp2/3».

Per il sindacato «ancora più grave è la circostanza per cui i telefoni utilizzati dai detenuti della sezione in isolamento sanitario sono gli stessi utilizzati dagli altri detenuti. I telefoni non vengono igienizzati se non dal personale penitenziario in servizio, come se questo facesse parte dei compiti istituzionali. Inoltre l’8 febbraio è stato chiesto al personale dei colloqui di andare a prendere e accompagnare, fuori dalla sezione in isolamento, 3 detenuti che avevano fatto richiesta di parlare con il magistrato di sorveglianza. Un’esigenza di giustizia rinviabile, si sarebbe potuto informare il magistrato che i detenuti non si sarebbero recati all’incontro».

Il personale penitenziario e sanitario, poi, sta utilizzando il box agenti come camera di vestizione e svestizione, «procedura, questa, né normale né tantomeno igienica – afferma il rappresentante sindacale –. Inoltre i coordinatori, ai quali vengono fornite le mascherine Ffp2/3, non devono aspettare che gli agenti richiedano di averne una, ma devono fornirle quotidianamente e verificare che il personale le indossi . Così come i detenuti devono essere obbligati dal personale in servizio a indossarla fornendo, anche in tal caso, le mascherine giornalmente ».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative