GeNa, una giornata di mobilitazione
Nuovo contratto ai dipendenti, i sindacati chiedono un tavolo regionale
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SASSARI. Questa volta i sindacati si sono rivolti al prefetto, ai consiglieri regionali del territorio, all’Ares e all’Asl. Annunciando una mobilitazione per il 18 febbraio, con un’assemblea aperta alla partecipazione, e chiedendo la convocazione di un tavolo regionale sulla vertenza che stanno conducendo per l’applicazione del nuovo contratto collettivo nazionale per la sanità privata agli oltre novanta lavoratori dell’Opera Gesù Nazareno.
Si alza l’asticella delle rivendicazioni sindacali perché al di là del rinnovo contrattuale la GeNa rappresenta una struttura di riabilitazione per disabili psichici con un centro per l’autismo unico nel Nord Sardegna. Ma si trova in una difficile situazione finanziaria e l’aumento delle retribuzioni ai dipendenti significherebbe metterla in ginocchio. Perciò i segretari territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Antonio Canalis, Antonio Monni e Augusto Ogana sollecitano un tavolo a livello regionale « che dovrà necessariamente affrontare il tema cel maggior costo del lavoro per la GeNa e la compatibilità delle tariffe sulla riabilitazione. E perciò la proposta di emendamento presentata dai consiglieri regionali del territorio – affermano – con la quale si chiede un contributo per la copertura del 50 per cento degli oneri contrattuali derivanti dall’applicazione del nuovo contratto di lavoro, è un primo passo che però non può essere sufficiente se non sarà accompagnato con la revisione delle tariffe per la riabilitazione da parte della Regione».
La mobilitazione dei sindacati arriva dopo l’incontro dell’altro ieri con la direzione della GeNa che ha proposto una dilazione di 24 mesi sull’adeguamento delle retribuzioni. Una proposta ritenuta inaccettabile dai sindacati che rivendicano il diritto dei lavori (sanitari, tecnici, amministrativi) a un aumento degli stipendi. Il direttore della GeNa ha più volte sostenuto che il costo di adeguamento delle buste paga sarebbe di 200mila euro all’anno, una cifra che metterebbe in seria dificoltà la prosecuzione dell’attività del centro di riabilitazione.
Si alza l’asticella delle rivendicazioni sindacali perché al di là del rinnovo contrattuale la GeNa rappresenta una struttura di riabilitazione per disabili psichici con un centro per l’autismo unico nel Nord Sardegna. Ma si trova in una difficile situazione finanziaria e l’aumento delle retribuzioni ai dipendenti significherebbe metterla in ginocchio. Perciò i segretari territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Antonio Canalis, Antonio Monni e Augusto Ogana sollecitano un tavolo a livello regionale « che dovrà necessariamente affrontare il tema cel maggior costo del lavoro per la GeNa e la compatibilità delle tariffe sulla riabilitazione. E perciò la proposta di emendamento presentata dai consiglieri regionali del territorio – affermano – con la quale si chiede un contributo per la copertura del 50 per cento degli oneri contrattuali derivanti dall’applicazione del nuovo contratto di lavoro, è un primo passo che però non può essere sufficiente se non sarà accompagnato con la revisione delle tariffe per la riabilitazione da parte della Regione».
La mobilitazione dei sindacati arriva dopo l’incontro dell’altro ieri con la direzione della GeNa che ha proposto una dilazione di 24 mesi sull’adeguamento delle retribuzioni. Una proposta ritenuta inaccettabile dai sindacati che rivendicano il diritto dei lavori (sanitari, tecnici, amministrativi) a un aumento degli stipendi. Il direttore della GeNa ha più volte sostenuto che il costo di adeguamento delle buste paga sarebbe di 200mila euro all’anno, una cifra che metterebbe in seria dificoltà la prosecuzione dell’attività del centro di riabilitazione.
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