Gli esperti del Crama salvano Raffaele
L’esemplare di Caretta caretta era finito accidentalmente dentro uno strascico
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PORTO TORRES
Al Centro recupero animali marini del Parco nazionale dell’Asinara è arrivata ieri mattina una nuova tartaruga Caretta caretta che era stata intrappolata accidentalmente – durante l’ultima cala - all’interno del sacco dello strascico di un peschereccio. La tartaruga pesa 28 chili ed è stata battezzata “Raffaele”, come il figlio del pescatore, e si trova in buone condizioni nutrizionali nelle mani degli esperti del Crama. Il motopeschereccio Saturno di Porto Torres, di Riccardo Rum, ha segnalato la posizione del luogo di ritrovamento della tartaruga, al largo di Castelsardo, e ha poi provveduto ad issare a bordo l’esemplare sino all’arrivo allo scalo marittimo turritano.. Fortunatamente le condizioni dell’animale all’esame generale sono risultate soddisfacenti e i principali parametri clinici risultano nella norma. Quando è stato eseguito da parte del veterinario del Centro l’esame radiografico, però, è stata evidenziata la presenza di un amo da pesca infilzato nell’esofago. Si sta quindi approfondendo la parte diagnostica per verificare se oltre l’amo è presente e in quale misura il filo di lenza che può complicare la situazione patologica. Per quanto riguarda invece gli esami ematologici, si è rilevata una buona condizione generale ad eccezione di un aumento dei globuli bianchi.
Una volta stabilizzate le condizioni e conclusi gli esami diagnostici, verrà eseguito nei prossimi giorni un intervento chirurgico per la rimozione dell’amo. Attualmente sono presenti nel centro dell’Asinara altri tre esemplari di Caretta caretta, due dei quali prossimi al ritorno in mare aperto.
«Il rapporto fiduciario con i pescatori è uno dei successi dell’attività del Centro – ricorda il direttore dell’Ente Parco Vittorio Gazale - che attraverso il loro coinvolgimento e la continua informazione sulla procedura di intervento, ha consentito in questi anni di salvare all’Asinara oltre 150 tartarughe poi rimesse in libertà in mare aperto». I progetti comunitari hanno coinvolto tutte le marinerie del golfo. (g.m.)
Al Centro recupero animali marini del Parco nazionale dell’Asinara è arrivata ieri mattina una nuova tartaruga Caretta caretta che era stata intrappolata accidentalmente – durante l’ultima cala - all’interno del sacco dello strascico di un peschereccio. La tartaruga pesa 28 chili ed è stata battezzata “Raffaele”, come il figlio del pescatore, e si trova in buone condizioni nutrizionali nelle mani degli esperti del Crama. Il motopeschereccio Saturno di Porto Torres, di Riccardo Rum, ha segnalato la posizione del luogo di ritrovamento della tartaruga, al largo di Castelsardo, e ha poi provveduto ad issare a bordo l’esemplare sino all’arrivo allo scalo marittimo turritano.. Fortunatamente le condizioni dell’animale all’esame generale sono risultate soddisfacenti e i principali parametri clinici risultano nella norma. Quando è stato eseguito da parte del veterinario del Centro l’esame radiografico, però, è stata evidenziata la presenza di un amo da pesca infilzato nell’esofago. Si sta quindi approfondendo la parte diagnostica per verificare se oltre l’amo è presente e in quale misura il filo di lenza che può complicare la situazione patologica. Per quanto riguarda invece gli esami ematologici, si è rilevata una buona condizione generale ad eccezione di un aumento dei globuli bianchi.
Una volta stabilizzate le condizioni e conclusi gli esami diagnostici, verrà eseguito nei prossimi giorni un intervento chirurgico per la rimozione dell’amo. Attualmente sono presenti nel centro dell’Asinara altri tre esemplari di Caretta caretta, due dei quali prossimi al ritorno in mare aperto.
«Il rapporto fiduciario con i pescatori è uno dei successi dell’attività del Centro – ricorda il direttore dell’Ente Parco Vittorio Gazale - che attraverso il loro coinvolgimento e la continua informazione sulla procedura di intervento, ha consentito in questi anni di salvare all’Asinara oltre 150 tartarughe poi rimesse in libertà in mare aperto». I progetti comunitari hanno coinvolto tutte le marinerie del golfo. (g.m.)
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