La cittadella giudiziaria approda in Parlamento
di Giovanni Bua
Giovedì il ministero risponderà all’interrogazione di Mario Perantoni (M5s)
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SASSARI. Il progetto cittadella giudiziaria, ormai uscito dalle nebbie, punta la prua verso Roma. Giovedì l’interrogazione presentata dal deputato M5s, e presidente della commissione Giustizia, Mario Perantoni sarà discussa in aula, e il ministero retto da Marta Cartabia risponderà sullo stato dell’arte del maxi investimento. Un altro mattone nel muro che la comunità cittadina sta tirando su con incredibile energia, a cui si aggiunge un appello all’indispensabile unità e condivisione, unica strada per portare a casa il fondamentale investimento.
A farlo è un esponente di primo piano del M5s, e per di più avvocato del foro sassarese, l’ex capogruppo in senato Ettore Licheri. «L'interrogazione in aula fissata in tempi record è il frutto di un lavoro svolto dal presidente della Commissione Giustizia Perantoni e di un Movimento che quando occorre sa far valere la sua forza di maggioranza relativa – sottolinea Licheri –. Garantisco che non è stato facile in questi giorni di riforma Cartabia, fine-vita, ergastolo ostativo, cannabis, trovare spazio perché Sassari entrasse nel dibattito nazionale. Resta però il timore che questo non basti. Serve un metodo per andare avanti. In questi giorni ho visto la politica sassarese muoversi spinta da lodevoli intenti ma in maniera scomposta e scombinata. Serve fermarci tutti e coordinarci sotto una linea d'azione trasversale. Ciascuno metta in condivisione le informazioni e le risorse di cui è in possesso e decidiamo una strategia comune. Fermiamo la caccia al colpevole, perché la questione ora non è se è stata colpa di Campus o di Sanna, è riprendere il bandolo di questa aggrovigliata matassa. Ma per farlo dobbiamo recuperare e riconoscere la centralità del Comune di Sassari che, ricordiamolo, resta l'attore principale dell'accordo-quadro posto a fondamento del progetto iniziale. Qualunque iniziativa non può prescindere dal coinvolgimento della politica comunale che piuttosto che puntare l'indice deve unirsi anch'essa nella ricerca di una soluzione in tempi rapidi. Ricordo a tutti che San Sebastiano non è un ex penitenziario ma il luogo dove dimora gran parte della storia novecentesca di questa città».
«La riqualificazione dell’ex carcere di San Sebastiano è una grande opportunità, non possiamo accettare che si perda per strada – gli fa eco Perantoni – C’è più attenzione negli ultimi tempi su questo importante progetto che purtroppo galleggia senza trovare ancora attuazione. Giovedì prossimo ascolteremo cosa ha da dire il ministero della Giustizia».
Soddisfatto anche il deputato Dem Gavino Manca, autore anche lui di un’interrogazione urgente sul tema che chiederà che venga discussa insieme a quella di Perantoni: «Non è il momento delle polemiche e degli scaricabarile - spiega il deputato - tutte le istituzioni nazionali e locali facciano squadra per salvare il progetto e donare alla città un intervento di riqualificazione tanto atteso». Appello lanciato anche da Fabio Pinna e Gianfranco Ganau, i membri della delegazione Dem che giovedì ha incontrato la direttrice del Demanio regionale Rita Soddu, rientrata nell’Isola di recente dopo una parentesi in Piemonte e Valle d'Aosta, firmataria dell’accordo di programma dell’agosto 2018 e tra le più convinte sostenitrici della riconversione dell’ex carcere cittadino. Sostegno che la dirigente ha ufficialmente confermato nell’incontro al quale erano presenti anche il vice direttore regionale Gianluca Palla, il responsabile dei servizi tecnici dell’Agenzia Demanio Regionale Nicola Ligas e Pietro Arrica Responsabile dei Servizi Territoriali di Sassari. «Serve – sottolineano – un largo fronte comune che unisca le forze politiche che rappresentano la città in ogni livello e aprire alla partecipazione dei portatoti d’interesse, come Ordine Forense, Camera di Commercio, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e rete locale del Terzo Settore».
A farlo è un esponente di primo piano del M5s, e per di più avvocato del foro sassarese, l’ex capogruppo in senato Ettore Licheri. «L'interrogazione in aula fissata in tempi record è il frutto di un lavoro svolto dal presidente della Commissione Giustizia Perantoni e di un Movimento che quando occorre sa far valere la sua forza di maggioranza relativa – sottolinea Licheri –. Garantisco che non è stato facile in questi giorni di riforma Cartabia, fine-vita, ergastolo ostativo, cannabis, trovare spazio perché Sassari entrasse nel dibattito nazionale. Resta però il timore che questo non basti. Serve un metodo per andare avanti. In questi giorni ho visto la politica sassarese muoversi spinta da lodevoli intenti ma in maniera scomposta e scombinata. Serve fermarci tutti e coordinarci sotto una linea d'azione trasversale. Ciascuno metta in condivisione le informazioni e le risorse di cui è in possesso e decidiamo una strategia comune. Fermiamo la caccia al colpevole, perché la questione ora non è se è stata colpa di Campus o di Sanna, è riprendere il bandolo di questa aggrovigliata matassa. Ma per farlo dobbiamo recuperare e riconoscere la centralità del Comune di Sassari che, ricordiamolo, resta l'attore principale dell'accordo-quadro posto a fondamento del progetto iniziale. Qualunque iniziativa non può prescindere dal coinvolgimento della politica comunale che piuttosto che puntare l'indice deve unirsi anch'essa nella ricerca di una soluzione in tempi rapidi. Ricordo a tutti che San Sebastiano non è un ex penitenziario ma il luogo dove dimora gran parte della storia novecentesca di questa città».
«La riqualificazione dell’ex carcere di San Sebastiano è una grande opportunità, non possiamo accettare che si perda per strada – gli fa eco Perantoni – C’è più attenzione negli ultimi tempi su questo importante progetto che purtroppo galleggia senza trovare ancora attuazione. Giovedì prossimo ascolteremo cosa ha da dire il ministero della Giustizia».
Soddisfatto anche il deputato Dem Gavino Manca, autore anche lui di un’interrogazione urgente sul tema che chiederà che venga discussa insieme a quella di Perantoni: «Non è il momento delle polemiche e degli scaricabarile - spiega il deputato - tutte le istituzioni nazionali e locali facciano squadra per salvare il progetto e donare alla città un intervento di riqualificazione tanto atteso». Appello lanciato anche da Fabio Pinna e Gianfranco Ganau, i membri della delegazione Dem che giovedì ha incontrato la direttrice del Demanio regionale Rita Soddu, rientrata nell’Isola di recente dopo una parentesi in Piemonte e Valle d'Aosta, firmataria dell’accordo di programma dell’agosto 2018 e tra le più convinte sostenitrici della riconversione dell’ex carcere cittadino. Sostegno che la dirigente ha ufficialmente confermato nell’incontro al quale erano presenti anche il vice direttore regionale Gianluca Palla, il responsabile dei servizi tecnici dell’Agenzia Demanio Regionale Nicola Ligas e Pietro Arrica Responsabile dei Servizi Territoriali di Sassari. «Serve – sottolineano – un largo fronte comune che unisca le forze politiche che rappresentano la città in ogni livello e aprire alla partecipazione dei portatoti d’interesse, come Ordine Forense, Camera di Commercio, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e rete locale del Terzo Settore».
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