Bocconi avvelenati ai gatti del geometra nella baracca
Predda Niedda. Uccisi alcuni animali, cartello di minacce per i volontari Flavio Polla dopo 12 anni ha trovato un tetto. Ora in pericolo la sua colonia felina
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SASSARI. Flavio Polla dopo dodici anni ha trovato un tetto stabile sotto il quale vivere dignitosamente e, una volta abbandonata la baracca di Predda Niedda che lo ha ospitato a lungo, bisognava mettere al sicuro i tanti gatti che gli facevano compagnia. Una preoccupazione fondata perché in questi giorni alcuni volontari si sono occupati di questa vera e propria colonia felina ma a qualcuno questo sostegno non è andato giù e ha pensato bene di affiggere su un albero un cartello di minacce. Corredate, purtroppo, da alcuni bocconi avvelenati che hanno cominciato a fare le prime vittime.
«Vietato mettere cibo per i gatti sul marciapiede. Ci sono le telecamere puntate. Ti abbiamo visto stamattina con la macchina bianca. Sei avvisato». È questo l’inquietante messaggio contenuto nel foglio fissato su un albero, piuttosto inequivocabile nei toni. E intorno, purtroppo, si sono visti anche i primi cadaveri dei tanti gatti (una ventina circa) che insieme a tre cani per anni hanno fatto compagnia al geometra di 70 anni. Flavio Polla è adesso ospite di una struttura di Pozzomaggiore, dove ha potuto portare con sé anche i cani, per i gatti invece il problema era più complesso. In attesa di trovare una soluzione a occuparsi di loro sono stati alcuni volontari, ma ieri c’è stata l’incredibile scoperta: a qualcuno quei gatti danno fastidio e dà fastidio anche chi si sta occupando di nutrirli, dopo che il loro padrone ha dovuto lasciarli soli per cause di forza maggiore. Si tratta di veri e prori delinquenti, che non si fanno scrupolo di uccidere animali indifesi e minacciare pesantemente le persone.
Auspicabile, a questo punto, l’intervento delle forze dell’ordine visto che si tratta di un problema reale, per di più in una zona piuttosto frequentata durante il giorno. La situazione di Flavio Polla era stata risolta definitivamente venerdì e per tutta la giornata i mezzi di Ambiente Italia con il grosso supporto della società Agricola Sassarese hanno ripulito e bonificato la vasta area in cui l’uomo, finito sulla strada dopo aver perso il lavoro e la casa di famiglia, in dodici anni di permanenza aveva costruito la sua baracca. La situazione non era più sostenibile dal punto di vista sanitario e qualche giorno fa gli agenti della polizia locale insieme all'amministratore di sostegno e ai servizi sociali del Comune sono andati a comunicargli che la sua esperienza in mezzo alla strada era finita. Ora bisognerà attivarsi per evitare che finisca nel peggiore dei modi la storia dei gatti che a lungo sono stati la sua famiglia.
«Vietato mettere cibo per i gatti sul marciapiede. Ci sono le telecamere puntate. Ti abbiamo visto stamattina con la macchina bianca. Sei avvisato». È questo l’inquietante messaggio contenuto nel foglio fissato su un albero, piuttosto inequivocabile nei toni. E intorno, purtroppo, si sono visti anche i primi cadaveri dei tanti gatti (una ventina circa) che insieme a tre cani per anni hanno fatto compagnia al geometra di 70 anni. Flavio Polla è adesso ospite di una struttura di Pozzomaggiore, dove ha potuto portare con sé anche i cani, per i gatti invece il problema era più complesso. In attesa di trovare una soluzione a occuparsi di loro sono stati alcuni volontari, ma ieri c’è stata l’incredibile scoperta: a qualcuno quei gatti danno fastidio e dà fastidio anche chi si sta occupando di nutrirli, dopo che il loro padrone ha dovuto lasciarli soli per cause di forza maggiore. Si tratta di veri e prori delinquenti, che non si fanno scrupolo di uccidere animali indifesi e minacciare pesantemente le persone.
Auspicabile, a questo punto, l’intervento delle forze dell’ordine visto che si tratta di un problema reale, per di più in una zona piuttosto frequentata durante il giorno. La situazione di Flavio Polla era stata risolta definitivamente venerdì e per tutta la giornata i mezzi di Ambiente Italia con il grosso supporto della società Agricola Sassarese hanno ripulito e bonificato la vasta area in cui l’uomo, finito sulla strada dopo aver perso il lavoro e la casa di famiglia, in dodici anni di permanenza aveva costruito la sua baracca. La situazione non era più sostenibile dal punto di vista sanitario e qualche giorno fa gli agenti della polizia locale insieme all'amministratore di sostegno e ai servizi sociali del Comune sono andati a comunicargli che la sua esperienza in mezzo alla strada era finita. Ora bisognerà attivarsi per evitare che finisca nel peggiore dei modi la storia dei gatti che a lungo sono stati la sua famiglia.
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