La Nuova Sardegna

Sassari

Thiesi omaggia le primissime scienziate sarde

Daniela Deriu
Nereide Rudas
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Nereide Rudas

Ricordate tutte le eccellenze: da Adelasia Cocco a Eva Mameli, Nereide Rudas e Fulvia Riccardino 

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THIESI. Le scuole del Nord Sardegna ricordano le quattro donne sarde che rappresentarono le eccellenze nella scienza. Sono Adelasia Cocco (nata a Sassari nel 1885, prima donna d’Italia a diventare medico condotto) Eva Mameli (sassarese nata nel 1886, scienziata e prima botanica in Italia), Fulvia Riccardino (nata a Cagliari nel 1928 e prima ingegnera sarda) e ancora Nereide Rudas, di Macomer, neuropsichiatra e prima donna a ottenere la cattedra ordinaria di Antropologia criminale e psichiatrica.

L’iniziativa, alla quale hanno aderito settanta istituti sardi, di cui venti del Nord Sardegna tra i quali il Tecnico Musinu di Thiesi e il Fermi di Ozieri, arriva da un gruppo di volontari dell’Assemblea natzionale sarda Ans, in particolare della Sezione ambiente composta da giovani ingegneri ambientali, agronomi e sodalizi impegnati in ambito ambientale, che nei giorni scorsi proprio in occasione della “Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza” (che l’assemblea generale delle Nazioni unite ha stabilito per l’11 febbraio) hanno messo a disposizione, sulla piattaforma ufficiale, materiale didattico per gli istituti di tutti i gradi. Che ha fornito un prezioso spunto per sensibilizzare e promuovere il pieno ed equo accesso e la partecipazione alla scienza di ragazze e donne.

«Oggi riteniamo necessario unirci alle celebrazioni per la settima giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza – hanno dichiarato i volontari –. Lo abbiamo fatto proponendo alcune grandi donne sarde di scienza, per restituire spazio a queste figure di riferimento del mondo scientifico, alle quali bambine e bambini possano ispirarsi, liberandosi dai pregiudizi tramandati».

Dal 2015 a oggi sono numerosi gli studi condotti a livello mondiale, secondo i quali le ricercatrici tendono ad avere carriere più brevi, sono meno pagate dei propri colleghi uomini ed il loro lavoro è sotto rappresentato nelle riviste scientifiche di alto profilo. Le donne rappresentano il 33.3 per cento dei ricercatori, il 12% dei membri delle accademie scientifiche, il 28% dei laureati in ingegneria, il 40% dei laureati in computer science e informatica, il 22% dei professionisti in intelligenza artificiale.

«Siamo contenti del risultato ottenuto – concludono i volontari –. Speriamo di invertire la tendenza che vede le donne scoraggiate dallo scegliere le discipline Stem per mancanza di figure di riferimento femminili nel mondo scientifico».



 

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