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Sassari

Abusi su una 12enne, lo zio si difende

di Nadia Cossu
Abusi su una 12enne, lo zio si difende

Un bancario era stato accusato dalla nipote. Davanti al gup: «È tutto falso»

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SASSARI. Si è sottoposto a esame nell’udienza preliminare davanti al gup Giuseppe Grotteria che a breve deciderà se rinviarlo o meno a giudizio per un reato terribile: violenza sessuale aggravata nei confronti della nipote che all’epoca dei fatti contestati aveva appena 12 anni.

Ha negato tutto, ha respinto con forza le accuse un bancario sassarese di 65 anni (che era stato anche arrestato) davanti al giudice che lo ascoltava nell’aula a porte chiuse. I genitori della ragazza (oggi 19enne, tutelata dall’avvocato Silvia Ferraris) si sono costituiti parti civili con gli avvocati Antonio Pietro Sanna e Stefano Porcu.

Era stata proprio la giovane, due anni fa (poco prima del lockdown), approfittando di un tema assegnato alla sua classe dalla docente di Lettere in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, a raccontare il suo calvario. Le molestie sarebbero cominciate prima dell’estate del 2015 quando il 65enne avrebbe portato la lei e suo fratellino in una casa di campagna semi abbandonata. Non era insolito che i bambini uscissero con lui, era un punto di riferimento per la famiglia. Ma in quella campagna avrebbe commesso il primo errore. Lo aveva ricordato la Procura nella richiesta di incidente probatorio quando aveva sottolineato che l’indagato «dopo aver fatto entrare la bambina nella casa e aver chiuso la porta, l’afferrava per i fianchi con le mani, avvicinava il suo viso e le chiedeva più volte di darle un bacio». La bambina era precipitata in uno stato di confusione totale e da quel giorno aveva iniziato a stare male. Molestie continuate anche durante alcune giornate al mare e che sarebbero infine sfociate in una violenza sessuale “completa”. La diciassettenne aveva infatti raccontato che, in un pomeriggio di pioggia, il bancario l’aveva portata in auto nell’agro di Sassari con un pretesto. L’avrebbe spogliata con la forza e nei sedili posteriori della macchina l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale.

L’udienza preliminare è stata rinviata a fine marzo quando il gup scioglierà la riserva su alcune produzioni documentali.

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