Banari va a caccia dei fondi del Pnrr per i borghi
Il Comune cerca partner per presentare progetti di rigenerazione culturale, economica e sociale
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BANARI . Possiede tutti e tre i requisiti richiesti dal bando per la presentazione di “Proposte di intervento per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici, da finanziare nell’ambito del Pnrr”, il Comune di Banari. Ovvero: la classificazione di “borgo storico”, una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti, una significativa marginalità economica e sociale. Per questo l’amministrazione comunale ha deciso di partecipare al bando che a livello nazionale ha una dotazione complessiva di 580 milioni, di cui 380 per i progetti presentati dai Comuni, e 200 quale regime d’aiuto, che verrà attivato successivamente a favore delle micro, piccole e medie imprese, profit e non profit, localizzate o che intendono insediarsi nei borghi che saranno selezionati.
E dei primi 380 milioni, alla Sardegna ne sono stati assegnati quasi 13, per cui si apre una prospettiva di importanti investimenti per i borghi storici, anche perché l’importo dei singoli progetti può arrivare fino a un milione e 600mila euro.
Per poter cogliere quelle opportunità, anche in considerazione del fatto che gli interventi prevedono una forte collaborazione pubblico-privato, il Comune ha pubblicato un avviso per l’acquisizione di manifestazioni di interesse per l’individuazione di partner che vogliano partecipare alla realizzazione del progetto di rigenerazione culturale, economica e sociale.
L’obiettivo generale del Comune è quello di valorizzare specifici immobili pubblici da destinare a spazi di co-working, studio e residenze di artista. Saranno inoltre previsti interventi di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale, iniziative per l’incremento della partecipazione e formazione al patrimonio, agli attrattori e all’accoglienza turistica rivolti alle comunità locali, attività per il miglioramento della gestione dei beni, azioni di supporto alla comunicazione, progettazione e produzione di prodotti digitali per la valorizzazione del patrimonio. All’avviso del Comune possono partecipare: università, accademie, centri di ricerca, associazioni, fondazioni, società, micro, piccole e medie imprese. I progetti vanno presentati alla pec protocollo@pec.comune.banari.ss.it entro le 14 del 21 febbraio. Il Comune valuterà le proposte sulla base della coerenza complessiva al progetto di rigenerazione, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale.
Mario Bonu
E dei primi 380 milioni, alla Sardegna ne sono stati assegnati quasi 13, per cui si apre una prospettiva di importanti investimenti per i borghi storici, anche perché l’importo dei singoli progetti può arrivare fino a un milione e 600mila euro.
Per poter cogliere quelle opportunità, anche in considerazione del fatto che gli interventi prevedono una forte collaborazione pubblico-privato, il Comune ha pubblicato un avviso per l’acquisizione di manifestazioni di interesse per l’individuazione di partner che vogliano partecipare alla realizzazione del progetto di rigenerazione culturale, economica e sociale.
L’obiettivo generale del Comune è quello di valorizzare specifici immobili pubblici da destinare a spazi di co-working, studio e residenze di artista. Saranno inoltre previsti interventi di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale, iniziative per l’incremento della partecipazione e formazione al patrimonio, agli attrattori e all’accoglienza turistica rivolti alle comunità locali, attività per il miglioramento della gestione dei beni, azioni di supporto alla comunicazione, progettazione e produzione di prodotti digitali per la valorizzazione del patrimonio. All’avviso del Comune possono partecipare: università, accademie, centri di ricerca, associazioni, fondazioni, società, micro, piccole e medie imprese. I progetti vanno presentati alla pec protocollo@pec.comune.banari.ss.it entro le 14 del 21 febbraio. Il Comune valuterà le proposte sulla base della coerenza complessiva al progetto di rigenerazione, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale.
Mario Bonu
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