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Sassari

Cittadella, parla il ministro ed è maxi mobilitazione

di Giovanni Bua
Cittadella, parla il ministro ed è maxi mobilitazione

L’interrogazione di Perantoni in discussione oggi in Commissione Giustizia Documento congiunto di avvocati e imprese: «Progetto indispensabile» 

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SASSARI. Avvocati e imprese si uniscono, e si mobilitano, in attesa del “responso” del ministero della Giustizia. Con un convinto invito «a tutte le forze politiche interessate al futuro del nostro territorio affinché contribuiscano al successo del progetto di riqualificazione, riconversione e razionalizzazione della struttura del vecchio carcere di San Sebastiano». Sottoscritto, dopo una partecipata quanto inusuale riunione nei giorni scorsi, dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Sassari, insieme ai vertici territoriali di Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, insieme ai Centri commerciali naturali del centro della città, in rappresentanza di almeno 300 imprese. Un richiamo importante che arriva in un giorno decisivo: questo pomeriggio infatti, a partire dalle 14, è in programma il question time nella commissione Giustizia della Camera, durante il quale verrà discussa l’interrogazione presentata dal presidente della commissione, il deputato Mario Perantoni, sul futuro del piano di riconversione dell’ex carcere cittadino.

Una richiesta che si è, giorno per giorno, rafforzata con un vero e proprio sollevamento popolare all’ipotesi che il “progetto cittadella” venisse messo da parte. Che ha fatto via via uscire dalle nebbie un sogno inseguito dal 2014, e posteggiato in un binario morto da ottobre 2018.

A dare ulteriore impulso alla rinascita, e in attesa delle parole del ministero (presumibilmente a Perantoni risponderà il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, competente per l’organizzazione giudiziaria) arriva ora questo documento, condiviso da alcuni dei più rappresentativi portatori di interesse della realtà sociale, del tessuto produttivo e professionale del territorio. Che: «prendono atto con viva soddisfazione della ripresa di quel progetto di riqualificazione, riconversione e razionalizzazione della struttura del vecchio carcere di San Sebastiano che pareva essere stato abbandonato al destino di un progressivo e inevitabile degrado. Abbandono che avrebbe privato la città di Sassari di una opportunità davvero irripetibile». «La realizzazione del progetto – scrivono i firmatari del documento – non solo porterebbe ossigeno ad una amministrazione della giustizia in perenne difficoltà per la mancanza di spazi idonei ma consentirebbe un importante risparmio per l’erario, costretto a sostenere costi per circa un milione di euro l’anno per la locazione dei diversi immobili disseminati per la città».

«Prendiamo atto – continua il documento – del rinnovato impegno a dare impulso all’Accordo di Programma sottoscritto nell’agosto 2018 dal Comune di Sassari, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dall’Agenzia del Demanio, dal Ministero della Giustizia e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la realizzazione di un nuovo polo giudiziario che non solo viene sostenuto e sollecitato a gran voce da tutti gli operatori del diritto, dalla Amministrazione giudiziaria e dall’intera Avvocatura ma vede in prima linea le forze più rappresentative della città, ben consapevoli della imponente ricaduta sul tessuto economico non solo del centro cittadino oggi, più che mai, in grave difficoltà. Si tratterebbe di una riqualificazione urbana e architettonica della grande area, unitamente alla valorizzazione culturale del sito che preveda la conservazione delle parti più significative per la memoria della città».

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