Protesta dei lavoratori nel piazzale della Gena
Domani mattina il sit-in al centro di riabilitazione. I sindacati: «Salvare la struttura è una priorità»
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SASSARI. Un sit-in, con assemblea aperta delle lavoratrici e dei lavoratori, convocato per domani mattina alle 10 nel piazzale di fronte al Centro di riabilitazione della Gena, in via Valle Gardona. Questa l’iniziativa delle segreterie territoriali di Fp Cgil,Cisl Fp eUil Fpl.
«I lavoratori richiedono – spiegano Antonio Canalis, Antonio Monni eAugusto Ogana – il rispetto del contratto collettivo nazionale, il mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso un progetto di rilancio del settore della riabilitazione e dell’assistenza alle persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale. L’assemblea aperta è l’occasione affinché non solo si ascoltino le giuste e sacrosante istanze in argomento, ma auspichiamo un deciso intervento dei soggetti politico-istituzionali, attraverso il quale condividere soluzioni definitive alle annose problematiche che da anni attanagliano lavoratrici, lavoratori, pazienti e familiari degli stessi».
«È del tutto evidente – continuano i sindacati – che la struttura è in grave sofferenza, per cui queste organizzazioni sindacali ritengono che la vertenza debba andare oltre il livello territoriale, poiché è forte la preoccupazione che la situazione possa precipitare, col rischio di andare incontro alla paralisi gestionale. Pertanto la richiesta di aprire un tavolo regionale sulla difficile situazione che stanno attraversando lavoratori e pazienti, riteniamo debba essere una priorità, nel merito del quale il confronto dovrà necessariamente affrontare il tema del maggior costo del lavoro e la compatibilità delle tariffe sulla riabilitazione. A tal proposito la proposta di emendamento presentata dai Consiglieri Regionali del territorio, con la quale si chiede un contributo per la copertura del 50% degli oneri derivanti è un primo passo che tuttavia e a nostro avviso ci permetterà solo in parte di fronteggiare le difficoltà economico-finanziarie, di contro la revisione delle tariffe consentirebbe all’ente di superare definitivamente la crisi aziendale». Una mobilitazione che fa parte di un complessivo pacchetto di manifestazioni portate avanti per tenere alta l’attenzione sul futuro della Gena, diretta da Michele Marras, con i sindacati che hanno proclamato a gennaio lo stato di agitazione.
«La difficile situazione economico-finanziaria del centro da sempre è stata oggetto di tensioni e forti malumori tra il personale, poiché, periodicamente, negli anni, gli adempimenti contrattuali in ordine ai pagamenti degli stipendi subivano ritardi, talvolta pagati in acconto. Ora è il momento di risolvere questi problemi una volta per tutte».
«I lavoratori richiedono – spiegano Antonio Canalis, Antonio Monni eAugusto Ogana – il rispetto del contratto collettivo nazionale, il mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso un progetto di rilancio del settore della riabilitazione e dell’assistenza alle persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale. L’assemblea aperta è l’occasione affinché non solo si ascoltino le giuste e sacrosante istanze in argomento, ma auspichiamo un deciso intervento dei soggetti politico-istituzionali, attraverso il quale condividere soluzioni definitive alle annose problematiche che da anni attanagliano lavoratrici, lavoratori, pazienti e familiari degli stessi».
«È del tutto evidente – continuano i sindacati – che la struttura è in grave sofferenza, per cui queste organizzazioni sindacali ritengono che la vertenza debba andare oltre il livello territoriale, poiché è forte la preoccupazione che la situazione possa precipitare, col rischio di andare incontro alla paralisi gestionale. Pertanto la richiesta di aprire un tavolo regionale sulla difficile situazione che stanno attraversando lavoratori e pazienti, riteniamo debba essere una priorità, nel merito del quale il confronto dovrà necessariamente affrontare il tema del maggior costo del lavoro e la compatibilità delle tariffe sulla riabilitazione. A tal proposito la proposta di emendamento presentata dai Consiglieri Regionali del territorio, con la quale si chiede un contributo per la copertura del 50% degli oneri derivanti è un primo passo che tuttavia e a nostro avviso ci permetterà solo in parte di fronteggiare le difficoltà economico-finanziarie, di contro la revisione delle tariffe consentirebbe all’ente di superare definitivamente la crisi aziendale». Una mobilitazione che fa parte di un complessivo pacchetto di manifestazioni portate avanti per tenere alta l’attenzione sul futuro della Gena, diretta da Michele Marras, con i sindacati che hanno proclamato a gennaio lo stato di agitazione.
«La difficile situazione economico-finanziaria del centro da sempre è stata oggetto di tensioni e forti malumori tra il personale, poiché, periodicamente, negli anni, gli adempimenti contrattuali in ordine ai pagamenti degli stipendi subivano ritardi, talvolta pagati in acconto. Ora è il momento di risolvere questi problemi una volta per tutte».
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