La Nuova Sardegna

Sassari

Raccolta rifiuti allo sbando oggi sciopero degli addetti

di Gavino Masia
Raccolta rifiuti allo sbando oggi sciopero degli addetti

I lavoratori dell’Ambiente 2.0 denunciano le tante e gravi criticità dell’azienda Garantiti comunque i servizi minimi essenziali tra cui quello per le utenze covid 

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PORTO TORRES. I lavoratori della società Ambiente 2.0 – azienda che gestisce l’appalto del servizio di raccolta rifiuti urbani del Comune – sciopereranno oggi per denunciare a tutta la cittadinanza e alle istituzioni il grave stato di precarietà in cui sono costretti a operare sin dal periodo natalizio. L’amministrazione comunale avverte che potrebbero registrarsi disservizi o ritardi nella raccolta dei rifiuti a Porto Torres per la giornata di astensione collettiva dal lavoro, ma comunica che saranno garantiti i servizi minimi essenziali tra cui la raccolta delle utenze Covid.

Le criticità relative all’appalto rifiuti cominciano a seguito del fallimento che ha interessato il gruppo Biancamano e tutte le società a esso collegate, compresa l’esecutrice del servizio di raccolta rifiuti a Porto Torres, con i lavoratori che si sono trovati improvvisamente dentro il consorzio Ambiente 2.0 “svuotato” delle società esecutrici i servizi di igiene ambientale. Una situazione che ha costretto il Comune ad affidare in procedura d’urgenza (31/12/2021) l’esecuzione del servizio all’unica società attiva nello stesso consorzio Ambiente 2.0.

Nelle settimane successive le segreterie territoriali di FP-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno avviato una serie di richieste e attivato la procedura di raffreddamento dei conflitti con le seguenti motivazioni: la mancata convocazione, anche in modalità videoconferenza, inerente la gestione del personale dipendente, l’organizzazione del servizio e l’organigramma del nuovo gestore del servizio di raccolta rifiuti. «Nessuna comunicazione da parte della società Ambiente 2.0 e della sua società consorziata Pianeta Ambiente in merito al passaggio del personale dipendente e all’organizzazione del lavoro – ricordano i segretari Paolo Dettori e Alessandro Russu –, ritenute a oggi del tutto carenti e insufficienti. C’è poi la mancata comunicazione relativa al pagamento dei 10 ratei della tredicesima, rispetto alla proposta di parte sindacale di azionare i poteri sostitutivi propri della stazione appaltante, la mancata applicazione delle misure di sicurezza inerenti la pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro, la situazione del parco mezzi e delle attrezzature da lavoro».

Un servizio di igiene ambientale che non ha tenuto fede agli impegni presi, dunque, e meno che mai pure agli impegni sottoscritti al tavolo prefettizio. «In quell’incontro i rappresentanti della società – aggiungono i segretari – avevano garantito interventi concreti nell’immediato: adeguamenti sulla sicurezza nel luogo di lavoro, pulizia dei locali e della sede dell’ecocentro comunale, sistemazioni urgenti sui mezzi e le attrezzature da lavoro. Oltre alla fornitura Dpi (mascherine Ffp2, guanti, gel e tute per la raccolta rifiuti Covid) e alla consegna dei documenti utili per le procedure legali verso la società in amministrazione straordinaria».

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