Sgomberata casa occupata vicino alla stazione
di Luca Fiori
Nella vecchia palazzina attigua all’ex hotel Turritania viveva una coppia di giovanissimi con un cane
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SASSARI. Vivevano in un freddo sottoscala, al piano terra di una vecchia palazzina attigua all’ex hotel Turritania, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria.
Per occupare lo stabile di proprietà del Comune, la coppia di giovanissimi, un ragazzo e una ragazza della provincia di Piacenza, hanno probabilmente forzato la serratura del portoncino d’ingresso e poi sistemato un vecchio materasso sul pavimento. Per settimane i due hanno dormito in quel tugurio, rischiando di morire di freddo. La loro presenza e quella del pitbull che vive con loro non era sfuggita ai residenti del quartiere che più volte i giorni scorsi avevano chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ieri mattina presto gli agenti della polizia locale sono intervenuti per porre fine all’occupazione abusiva. I due ragazzi sono stati invitati a prendere le loro cose e nel corso della mattinata gli operai del Comune hanno provveduto a murare l’ingresso della palazzina per evitare che possa essere nuovamente occupata.
La coppia, che viveva ai margini della società, è stata presa in cura dai Servizi sociali del Comune che insieme al comando della polizia locale si sono attivati per trovare una soluzione. Una mano è stata offerta da padre Isidoro De Michele, parroco dei Cappuccini che un anno e mezzo fa ha trasformato un’ala del convento in una foresteria a cui ha dato il nome di “Ospizio Cappuccini”. «La porta è aperta a tutti – spiega il sacerdote – la foresteria è nata con l’obiettivo di venire incontro alle necessità dei senza tetto, ancora presenti nella nostra città e offrire loro un aiuto concreto che sappia centrare bisogni impellenti e improcrastinabili anche di persone con difficoltà momentanee». Il nome scelto ha radici profonde. Nel 1855 il convento dei Cappuccini di Sassari aveva già ospitato alcuni cittadini colpiti dalla storica epidemia di colera e nel 1864 l’avvocato Carlo Ruggiu trasformò una parte del convento in una struttura modello, una sorta di casa-famiglia, dove i ragazzi trovavano un tetto e la possibilità di imparare un mestiere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per occupare lo stabile di proprietà del Comune, la coppia di giovanissimi, un ragazzo e una ragazza della provincia di Piacenza, hanno probabilmente forzato la serratura del portoncino d’ingresso e poi sistemato un vecchio materasso sul pavimento. Per settimane i due hanno dormito in quel tugurio, rischiando di morire di freddo. La loro presenza e quella del pitbull che vive con loro non era sfuggita ai residenti del quartiere che più volte i giorni scorsi avevano chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ieri mattina presto gli agenti della polizia locale sono intervenuti per porre fine all’occupazione abusiva. I due ragazzi sono stati invitati a prendere le loro cose e nel corso della mattinata gli operai del Comune hanno provveduto a murare l’ingresso della palazzina per evitare che possa essere nuovamente occupata.
La coppia, che viveva ai margini della società, è stata presa in cura dai Servizi sociali del Comune che insieme al comando della polizia locale si sono attivati per trovare una soluzione. Una mano è stata offerta da padre Isidoro De Michele, parroco dei Cappuccini che un anno e mezzo fa ha trasformato un’ala del convento in una foresteria a cui ha dato il nome di “Ospizio Cappuccini”. «La porta è aperta a tutti – spiega il sacerdote – la foresteria è nata con l’obiettivo di venire incontro alle necessità dei senza tetto, ancora presenti nella nostra città e offrire loro un aiuto concreto che sappia centrare bisogni impellenti e improcrastinabili anche di persone con difficoltà momentanee». Il nome scelto ha radici profonde. Nel 1855 il convento dei Cappuccini di Sassari aveva già ospitato alcuni cittadini colpiti dalla storica epidemia di colera e nel 1864 l’avvocato Carlo Ruggiu trasformò una parte del convento in una struttura modello, una sorta di casa-famiglia, dove i ragazzi trovavano un tetto e la possibilità di imparare un mestiere.
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