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cronaca

Agricoltori contro il Consorzio

Gli imprenditori della Piana di Chilivani impugnano le bollette irrigue pretese dall’Ente di bonifica 


19 febbraio 2022 di Barbara Mastino


OZIERI. . Piano di Classifica da rifare alla luce del basso rendimento dei terreni nella Piana di Chilivani rispetto al resto del comprensorio del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna.

È questa la richiesta emersa nei giorni scorsi da parte degli operatori della Piana di Chilivani nell’ambito del convegno informativo promosso a Ozieri dal Centro Studi Agricoli, nel quale, oltre a parlare di temi di carattere regionale come le nuove misure della Pac e del conseguente Psr, si sono trattati anche temi locali come appunto la vertenza che divide gli operatori del comparto agrozootecnico locale e il Consorzio di Ozieri.

La bassa resa in termini di coltivazione dei terreni della Piana (dove la produzione orticola è bassissima e dove al massimo si coltiva per erbai e prodotti da mangime) rispetto ai fertili terreni della Bassa Valle del Coghinas e del Piano di Perfugas è stata registrata da una recente relazione della facoltà di Agraria dell’Università di Sassari, e anche sulla base di questa - oltre a diverse altre problematiche già più volte registrate in passato - stanno partendo dagli imprenditori agricoli della Piana di Chilivani le impugnazioni dei decreti ingiuntivi che nel frattempo il Consorzio di Bonifica sta inviando per esigere i ruoli della fornitura idrica non riscossi.

Del tema ha relazionato nell’incontro promosso dal Csa l’avvocato Gianluca Nonnis, specializzato in queste tematiche, che sta personalmente seguendo queste impugnazioni adendo in giudizio contro in Cdb Nord Sardegna.

Si parla di cartelle per centinaia di migliaia di euro, che il Consorzio reclama ma che gli operatori si rifiutano al momento di pagare - non almeno per le cifre richieste - perché a loro avviso non dovuti.

Operatori che hanno investito, di tasca, ma che si sentono strozzati da una valutazione delle tariffe ruoli che è a loro dire spropositata rispetto al reale consumo d’acqua.

Il Consorzio ha più volte ribattuto che il Piano fotografa nello storico le effettive “uscite” di risorsa idrica dai territori, ma gli imprenditori agricoli contestano questa scelta e infatti stanno adendo le vie legali per far riconoscere le loro ragioni.

La vertenza insomma continua, e nel territorio della Piana di Chilivani (che non comprende solo Ozieri ma anche i vicini comuni di Tula, Mores e Ardara) non è destinata a finire presto.

Ed è anche per seguire queste vertenze, ma anche per fornire assistenza, che il Centro Studi Agricoli sta preparando per il mese prossimo l’apertura di un ufficio di consulenza a Ozieri, che come spiega il direttore Tore Piana sarà aperto a tutti, anche perché il Csa non ha tesseramenti.

Nell’ufficio si potranno avere consulenze anche sulle nuove finestre aperte dalla Regione per i bandi Psr che saranno riaperti ad aprile: in particolare quelli per l’inserimento degli under 40 in agricoltura e per gli investimenti aziendali.

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