Il rio Su Entale tra canyon e cascate
A pochi chilometri da Padria un percorso suggestivo per gli escursionisti
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PADRIA. A volte si esagera con l’aggettivo “magico”, spesso se ne abusa. Ma di fronte al canyon e alle cascate del rio Su Entale non si trova un altro termine per definire l’ambiente e il paesaggio. Perché le suggestioni che essi ispirano sono davvero impareggiabili, e perché a nient’altro si possono attribuire quelle suggestioni se non alla magia della natura. Anche per questo il sito è visitato frequentemente dagli appassionati, e le sue immagini e i suoi video finiscono altrettanto spesso sui social.
Fra i più attivi nella valorizzazione del luogo, il gruppo Archeo Padria che organizza escursioni nel territorio (negli ultimi tempi un po’ fermate dal covid) e che alle cascate ha dedicato spesso la sua attenzione, con foto e filmati realizzati anche col drone. Il canyon del fiume Su Entale – o anche Sa Entale, che poi si contrae in “Santale”, il nome con cui sono conosciute le cascate – si trova a pochi chilometri da Padria e segna a ovest il confine fra il territorio del Comune del Meilogu e i Comuni di Bosa e di Montresta, nonché il confine fra la provincia di Sassari e quella di Oristano. Il rio è un affluente del fiume Temo che nasce sul Monte Calarighe, nel comune di Villanova Monteleone, e sfocia a Bosa. Il canyon scavato dal rio Su Entale è caratterizzato da pareti a picco assai profonde, e ha una lunghezza di oltre due chilometri.
La zona si può raggiungere partendo da Padria, sulla strada provinciale 11, dopo poco più di 9 km, o anche da Villanova Monteleone, prima sulla strada statale 292, poi sulla provinciale 88, ma in questo caso i chilometri sono quasi 18. Il paese più vicino è quello di Montresta, da cui le cascate si possono raggiungere in 5,5 chilometri, percorrendo le strade provinciali 19, 20 e 11. Non a caso è quello il percorso proposto dal Cai (Club alpino italiano), che alle cascate di Santale ha organizzato una escursione qualche tempo fa. Il punto di partenza era la fontana Tuccaralvo, sulla Sp 20 tra Padria e Montresta, 1,5 km dopo il ponte di Sa Entale 3 km prima di Montresta. Da là si percorre una carrareccia attraverso un bosco di lecci e roverelle sino ad arrivare sull’altopiano Sos Aspros, dove si può visitare un antico villaggio di pastori, e da dove si gode di un panorama bellissimo.
Il percorso prosegue verso est fino a raggiungere la punta Sa Entale. Da lì si prende una discesa per arrivare alla prima cascata di “S’istrampu nieddu”, e poi ci si sposta verso la seconda cascata, “Su poggiu ‘e caddu muzzu”.
Mario Bonu
Fra i più attivi nella valorizzazione del luogo, il gruppo Archeo Padria che organizza escursioni nel territorio (negli ultimi tempi un po’ fermate dal covid) e che alle cascate ha dedicato spesso la sua attenzione, con foto e filmati realizzati anche col drone. Il canyon del fiume Su Entale – o anche Sa Entale, che poi si contrae in “Santale”, il nome con cui sono conosciute le cascate – si trova a pochi chilometri da Padria e segna a ovest il confine fra il territorio del Comune del Meilogu e i Comuni di Bosa e di Montresta, nonché il confine fra la provincia di Sassari e quella di Oristano. Il rio è un affluente del fiume Temo che nasce sul Monte Calarighe, nel comune di Villanova Monteleone, e sfocia a Bosa. Il canyon scavato dal rio Su Entale è caratterizzato da pareti a picco assai profonde, e ha una lunghezza di oltre due chilometri.
La zona si può raggiungere partendo da Padria, sulla strada provinciale 11, dopo poco più di 9 km, o anche da Villanova Monteleone, prima sulla strada statale 292, poi sulla provinciale 88, ma in questo caso i chilometri sono quasi 18. Il paese più vicino è quello di Montresta, da cui le cascate si possono raggiungere in 5,5 chilometri, percorrendo le strade provinciali 19, 20 e 11. Non a caso è quello il percorso proposto dal Cai (Club alpino italiano), che alle cascate di Santale ha organizzato una escursione qualche tempo fa. Il punto di partenza era la fontana Tuccaralvo, sulla Sp 20 tra Padria e Montresta, 1,5 km dopo il ponte di Sa Entale 3 km prima di Montresta. Da là si percorre una carrareccia attraverso un bosco di lecci e roverelle sino ad arrivare sull’altopiano Sos Aspros, dove si può visitare un antico villaggio di pastori, e da dove si gode di un panorama bellissimo.
Il percorso prosegue verso est fino a raggiungere la punta Sa Entale. Da lì si prende una discesa per arrivare alla prima cascata di “S’istrampu nieddu”, e poi ci si sposta verso la seconda cascata, “Su poggiu ‘e caddu muzzu”.
Mario Bonu
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