Addio a Pallavisini, sindacalista appassionato
È scomparso ieri all’età di 75 anni uno dei protagonisti della vita culturale e politica cittadina
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SASSARI. Quando prendeva la parola, anche i grandi manager della Telecom stavano zitti ad ascoltare. Bruno Pallavisini, scomparso ieri a 75 anni, era un sindacalista appassionato e integerrimo, un uomo in possesso di una grande cultura che esplicitava in diverse direzioni e con lui la città perde un punto di riferimento.
Friulano di origine, ha lavorato alla Telecom per una vita ed è stato protagonista di lunghe stagioni sindacali. Faceva parte dell’ufficio progetti, dove mostrava una competenza indiscussa e, ricordano i suoi colleghi, vedeva sempre più avanti degli altri. Parallelamente portava avanti la sua attività sindacale alla Cgil ricoprendo incarichi sempre più importanti, che l’hanno portato spesso a Roma al cospetto dei vertici del sindacato. A Sassari era un punto di riferimento per tutti i lavoratori, in particolare nella sua azienda che ha rappresentato in diverse vertenze. Anche chi stava dall’altra parte del tavolo lo ricorda come una persona decisa e molto preparata, che nelle trattative non faceva sconti ma anche nelle discussioni più dure si faceva apprezzare per la sua lealtà e visione equilibrata delle cose. Caratteristiche che ha saputo portare avanti anche nei circoli della sinistra, che frequentava sempre con grande senso critico.
Era anche giornalista pubblicista e aveva fondato Sardegna Ventirighe, periodico di politica, attualità e cultura che non si limitava alle notizie di cronaca ma approfondiva con grande efficacia i temi più importanti.
Friulano di origine, ha lavorato alla Telecom per una vita ed è stato protagonista di lunghe stagioni sindacali. Faceva parte dell’ufficio progetti, dove mostrava una competenza indiscussa e, ricordano i suoi colleghi, vedeva sempre più avanti degli altri. Parallelamente portava avanti la sua attività sindacale alla Cgil ricoprendo incarichi sempre più importanti, che l’hanno portato spesso a Roma al cospetto dei vertici del sindacato. A Sassari era un punto di riferimento per tutti i lavoratori, in particolare nella sua azienda che ha rappresentato in diverse vertenze. Anche chi stava dall’altra parte del tavolo lo ricorda come una persona decisa e molto preparata, che nelle trattative non faceva sconti ma anche nelle discussioni più dure si faceva apprezzare per la sua lealtà e visione equilibrata delle cose. Caratteristiche che ha saputo portare avanti anche nei circoli della sinistra, che frequentava sempre con grande senso critico.
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