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Sassari

il ricordo 

La musica era la sua ragione di vita

La musica era la sua ragione di vita

Dal folk al punk, un viaggio da Giovannino Giordo ai Sex Pistols

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SASSARI. Giacca in pelle o cappotto nero, una nuvola allungata di barba grigia, curatissima, a forma di cono con due eleganti svolazzi all’altezza dei baffi. E poi occhiali, cappello scuro, anima dark, anfibi e pantaloni neri. Gavinuccio Canu, 56 anni, sassarese, era un artista che viveva per la musica. Il suo imprinting è il folk sassarese, ma poi ha spaziato in lungo e in largo, passando per rock, punk, dark, new wave, psichedelia, ma anche folk, combat folk, etnica, jazz, blues, pop, reggae. Un salto da Giovannino Giordo ai Sex Pistols, ai Joy Division e Litfiba, senza mai dimenticare le proprie origini. Curioso, mai snob, sperimentatore vivace di ogni genere musicale. La notorietà è arrivata con la band Atro, ma dopo lo scioglimento del gruppo si esibiva con gli amici, tra i quali Francesco Sanna. Cantava in vari locali del centro storico, spesso al vecchio Mulino, partecipava alle rassegne folk, faceva concerti per strada.

Era molto benvoluto, e tutti gli riconoscevano passione e talento. (lu.so.)

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