Ma nelle ricerche è mancato il coordinamento
In questi 12 giorni Piandanna era stata setacciata in lungo e in largo. I droni della polizia locale e della protezione civile sopra il giaciglio di Gavinuccio Canu probabilmente erano passati più...
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In questi 12 giorni Piandanna era stata setacciata in lungo e in largo. I droni della polizia locale e della protezione civile sopra il giaciglio di Gavinuccio Canu probabilmente erano passati più volte, ma gli arbusti hanno nascosto il corpo alle telecamere. E anche le squadre a terra, composte dagli amici del musicista, dai familiari, dalla polizia locale, dalla protezione civile e barracelli, vigili del fuoco e i volontari con i cani molecolari probabilmente avevano lambito altre volte quella vegetazione. Tutti erano convinti che Gavinuccio si trovasse in zona, perché gli ultimi avvistamenti attendibili erano stati precisi. 8 febbraio, 17.45, vicino all’Agenzia delle entrate. E lo spiegamento di forze per le ricerche è stato anche notevole, con un centinaio di persone. Ciò che è mancato, invece, è stata una guida, un coordinamento che rendesse sistematiche le perlustrazioni. E se sono trascorsi così tanti giorni prima del ritrovamento, la causa è probabilmente questa poca attenzione da parte delle istituzioni competenti in questi casi di attivare in maniera perentoria un piano di ricerca efficace e professionale, con mappe, con griglie da setacciare, evitando uno spreco di tempo prezioso e di risorse con un monitoraggio improvvisato del territorio. Il corpo, alla fine, era a poche centinaia di metri dagli avvistamenti. Bastava coordinare meglio e subito le operazioni per ritrovarlo più velocemente.
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