La Nuova Sardegna

Sassari

Stalking condominiale, chieste due condanne

di Nadia Cossu
Stalking condominiale, chieste due condanne

Dispetti, insulti e minacce all’interno di una palazzina, coinvolte due famiglie. A marzo la sentenza

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SASSARI. “Siete sporchi, falliti, vi mantiene il Comune, siete ladri”. I contrasti tra due famiglie che abitavano nella stessa palazzina in un paese della provincia, sono approdati in un’aula di tribunale dove tre persone (marito di 55 anni, moglie di 49 e madre di quest’ultima di 87) sono finite a processo per stalking condominiale e lesioni.

Oggetto dei presunti insulti, delle minacce e degli atti persecutori una coppia di coniugi che abitava al piano superiore rispetto agli imputati. E che dopo l’ennesimo episodio, sopraffatti da esasperazione, ansia e paura, hanno presentato una denuncia in Procura contro i vicini di casa che sono stati poi rinviati a giudizio.

A conclusione del processo il pubblico ministero ha chiesto la condanna rispettivamente a nove e dieci mesi di reclusione per marito e moglie (difesi dall’avvocato Antonio Secci) mentre l’imputata più anziana è deceduta nelle more del processo. Gli altri due coniugi, invece, si erano costituiti parte civile con l’avvocato Federica Usai Strusi e, anche in questo caso, l’uomo è deceduto. Il processo è stato aggiornato a marzo per eventuali repliche e per la sentenza.

Nel decreto di citazione a giudizio un lungo elenco di accuse a carico degli imputati che non solo avrebbero rivolto male parole alla coppia parte offesa ma avrebbero anche danneggiato beni di proprietà delle vittime lasciati all’interno dello stabile. Avrebbero anche lanciato «accuse pretestuose nei confronti dei due coniugi ritenuti responsabili di imbrattare i muri e rovinare i fiori presenti nelle scale dell’andito comune, nonché di recare fastidio con presunti odori sgradevoli». Solo a carico di due imputati (marito e moglie) c’è anche il reato di lesioni per una presunta aggressione ai danni della persona offesa, l’uomo in particolare. Quest’ultimo sarebbe stato fatto oggetto di insulti anche all’interno di un bar: «Hai un figlio alcolizzato, sei un ladro – gli avrebbe detto l’imputata più giovane – sei sporco, sei un mantenuto del Comune, sei un miserabile, vedrai quello che ti fa mio marito quando rientro a casa...».

Per l’avvocato difensore Secci si tratterebbe di accuse false messe in piedi dalle persone offese che in realtà sarebbero le vere responsabili dei rapporti di tensione che si erano creati all’interno del condominio. Mentre la ricostruzione della collega Usai Strusi sarebbe ben differente. I suoi assistiti avrebbero subìto per anni i dispetti e le azioni moleste che nel tempo avrebbero ingenerato in loro paura e disagio: «Abbiamo persino il timore – avevano raccontato nella denuncia – di uscire a buttare la spazzatura e affacciarci alla finestra».

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