Come difendersi dai rischi del web
Cheremule, Comune e scuola lanciano ai giovani l’allarme sulle insidie digitali
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CHEREMULE. L’amministrazione comunale di Cheremule e l’Istituto Comprensivo di Thiesi lanciano l’appello per la lotta contro i pericoli del web. «I rischi sono tra noi, sono reali, fanno parte della nostra comunità, perciò dobbiamo riconoscerli, intercettarli e intervenire in maniera decisa» ha commentato il dirigente dell’I.C. di Thiesi, Federica Cappai. La discussione si è svolta nel centro culturale A. Spanedda di Cheremule, nell’ambito di un incontro aperto al pubblico per la presentazione del libro dal titolo: “Connessioni Fragili?. Digital parent profiling, rischi, danni web-mediati e strategie di prevenzione dell’infanzia e dell’adolescenza”, scritto a quattro mani da Simone Gargiulo, Cyber- Psicologo e Media Educator e Piero Luigi Sanna, esperto in criminalità informatica già responsabile della polizia delle comunicazioni di Nuoro e Ogliastra.
L’incontro, voluto da Antonella Chessa, sindaca di Cheremule e neuropsichiatra infantile, grazie alla collaborazione e al supporto dei referenti per il bullismo e Cyber Bullismo, Gianfranco Oggianu e Rita Spissu dell’I.C., ha consentito, oltre all’analisi dei principali rischi diffusi tra i giovani, importanti riflessioni e l’acquisizione di strategie educative utili al tempo degli schermi digitali, social network, giochi online e serie tv. «Oggi la tecnologia non è più uno strumento ma è diventata proprio un’estensione della nostra vita quotidiana, non solo per gli aspetti legati al lavoro ma anche per la scuola, gli acquisti, le relazioni sociali, il gioco» ha sottolineato Chessa. «Il web rappresenta un mondo fantastico in cui quasi tutto è possibile, attraverso il quale gli individui sono in grado di stare nel mondo, da casa. È chiaro - ha aggiunto la sindaca - che come tutti i fenomeni, presenta degli aspetti positivi e degli aspetti pericolosi, nocivi e preoccupanti. Tuttavia penso che non si debba neanche demonizzare un qualcosa che per esempio durante questi due anni di pandemia, ci ha permesso di lavorare da casa e persino di far proseguire l'istruzione scolastica ai nostri figli. È giusto che se ne parli, il tema è assolutamente attuale e interessante. Soprattutto per gli aspetti legati all'iperconnessione e ai suoi rischi ma anche a tutte quelle forme di violenza di cui la tecnologia digitale spesso si fa veicolo. Da medico credo molto in tutte le attività legate alla prevenzione e questo pensiero chiaramente influenza anche le mie scelte amministrative. Quindi ben vengano tutte le forme di collaborazione tra i vari enti pubblici e privati, finalizzati alla cura dei bisogni dei cittadini».
Daniela Deriu
L’incontro, voluto da Antonella Chessa, sindaca di Cheremule e neuropsichiatra infantile, grazie alla collaborazione e al supporto dei referenti per il bullismo e Cyber Bullismo, Gianfranco Oggianu e Rita Spissu dell’I.C., ha consentito, oltre all’analisi dei principali rischi diffusi tra i giovani, importanti riflessioni e l’acquisizione di strategie educative utili al tempo degli schermi digitali, social network, giochi online e serie tv. «Oggi la tecnologia non è più uno strumento ma è diventata proprio un’estensione della nostra vita quotidiana, non solo per gli aspetti legati al lavoro ma anche per la scuola, gli acquisti, le relazioni sociali, il gioco» ha sottolineato Chessa. «Il web rappresenta un mondo fantastico in cui quasi tutto è possibile, attraverso il quale gli individui sono in grado di stare nel mondo, da casa. È chiaro - ha aggiunto la sindaca - che come tutti i fenomeni, presenta degli aspetti positivi e degli aspetti pericolosi, nocivi e preoccupanti. Tuttavia penso che non si debba neanche demonizzare un qualcosa che per esempio durante questi due anni di pandemia, ci ha permesso di lavorare da casa e persino di far proseguire l'istruzione scolastica ai nostri figli. È giusto che se ne parli, il tema è assolutamente attuale e interessante. Soprattutto per gli aspetti legati all'iperconnessione e ai suoi rischi ma anche a tutte quelle forme di violenza di cui la tecnologia digitale spesso si fa veicolo. Da medico credo molto in tutte le attività legate alla prevenzione e questo pensiero chiaramente influenza anche le mie scelte amministrative. Quindi ben vengano tutte le forme di collaborazione tra i vari enti pubblici e privati, finalizzati alla cura dei bisogni dei cittadini».
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