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la sentenza 

Custode di un’auto rubata accusato di peculato: assolto

Custode di un’auto rubata accusato di peculato: assolto

SASSARI. Aveva acquistato un’automobile a Roma da un privato ma dopo poco tempo aveva scoperto che una donna aveva presentato una denuncia di furto per quella stessa macchina. A quel punto il gip di...

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SASSARI. Aveva acquistato un’automobile a Roma da un privato ma dopo poco tempo aveva scoperto che una donna aveva presentato una denuncia di furto per quella stessa macchina. A quel punto il gip di Civitavecchia aveva sottoposto il veicolo a sequestro preventivo e aveva notificato il decreto all’uomo, Paolo Diego Augias, sassarese di 54 anni che era così diventato a tutti gli effetti custode giudiziario (quindi ruolo di pubblico ufficiale). Ma durante un controllo da parte della polizia era emerso che l’auto non si trovava nel luogo indicato per la custodia. Anzi, era proprio sparita. E così il 54enne era finito a giudizio con l’accusa di peculato. Perché – sosteneva la Procura – si sarebbe appropriato del veicolo.

Ieri mattina l’imputato, difeso dall’avvocato Claudio Mastandrea, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Il legale ha infatti spiegato come non ci fosse alcuna prova del fatto che il suo assistito si fosse impossessato della macchina che, tra l’altro, fu poi ritrovata in un garage a un centinaio di metri di distanza rispetto al luogo indicato.

Il controllo del veicolo non aveva fatto emergere nulla che potesse dimostrare che Augias avesse continuato a usare la macchina, sebbene sottoposta a sequestro. Da qui la sentenza di assoluzione.

Il 54enne sta affrontando anche un altro processo a Sassari, stavolta per truffa. A breve si terrà l’udienza. Per l’accusa sarebbe riuscito a farsi consegnare da un medico ottantenne circa 150mila euro. Avrebbe ottenuto la fiducia dell’uomo, affetto da patologie neurologiche, millantando l’appartenenza alle forze di polizia e la disponibilità di denaro e titoli. All’anziano avrebbe anche fatto credere di possedere abitazioni di prestigio in Costa Smeralda e quadri d’autore, presentandogli – sempre secondo l’accusa – documentazione falsa per carpirne la buona fede. Dopo la denuncia dei familiari la Procura aveva aperto un’inchiesta per truffa. (na.co.)

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