La Nuova Sardegna

Sassari

«Nord Ovest, patto da rilanciare»

di Paoletta Farina
«Nord Ovest, patto da rilanciare»

Al congresso della Cisl il segretario Ledda incalza la Regione: «Cambio di passo sullo sviluppo»

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SASSARI. Cisl come acronimo di Coesione, Investimenti, Sviluppo e Lavoro. Quattro parole magiche per far uscire il Nord Sardegna dallo stallo economico che suono risuonate ieri nel salone dei convegni dell’hotel Grazia Deledda dove il sindacato ha aperto il suo XI congresso territoriale che prosegue e si conclude oggi.

Patto per il Nord Ovest. Un parterre ed ospiti rappresentativi di tutte le realtà istituzionali, sindacali, imprenditoriali e associative hanno applaudito la dettagliata e appassionata relazione del segretario generale Cisl Pier Luigi Ledda e concordato con lui sulla urgente necessità di rilanciare il Patto per il Nord Ovest. Che contiene programmi e proposte concrete a cui però mancano le risorse per avere gambe. «È del tutto evidente il ritardo e l’insufficienza con la quale si è mossa e si sta muovendo la giunta regionale su tutti i grandi temi, mentre occorre cambiare immediatamente prospettive e passo», ha rincarato Ledda. E l’ha detto senza mezzi termini, nel suo intervento di saluto, ripreso poi da molti dei partecipanti, anche il sindaco Nanni Campus: «Sassari e i sindaci del territorio hanno fatto finora la loro parte, altrettanto non ha fatto la Regione. Ci troviamo in un limbo, a causa della mancata applicazione della riforma degli enti locali, in cui la Città metropolitana di Sassari formalmente non esiste, e non può attingere ai benefici che ne derivano, mentre Cagliari ha già avuto 100 milioni di euro». A loro ha risposto l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Aldo Salaris. «Stiamo affrontando un momento difficile per i grossi impegni che vengono richiesti su più fronti alla macchina amministrativa che risulta datata rispetto alle nuove esigenze emerse».

I fondi. Per il segretario Cisl non è più tempo di sprecare occasioni. Dal Recovery fund alla programmazione sui fondi strutturali 2021-2027, arriveranno risorse ingenti sulle quali la Sardegna, e il Nord Ovest dell’isola, dovranno programmare interventi mirati al superamento del divario che ha messo all’angolo il Sassarese. «Occorre disegnare un nuovo modello di sviluppo con un’offerta ancorata alle radici culturali e all’identità, alla capacità di stare al passo con le innovazioni puntando sulla riqualificazione delle risorse umane e nuove tecnologie, investendo su digitale, riqualificazione dei poli industriali, energie rinnovabili, sulla green e blue economy, agroindustria e turismo», ha detto Ledda. E poi sanità, scuola, sistema finanziario e riforma della Regione.

Scenario desolante. Lo dicono report e documenti di analisi, su tutti l’Occasional paper della Banca d’Italia: è desolante lo scenario che nell’ultimo periodo caratterizza la realtà sarda «con i divari infrastrutturali e le gravi carenze che affliggono il territorio del Nord Sardegna – ha detto Ledda –. Il sistema di strade e autostrade ha un pessimo indicatore, solo 63,5 punti, nelle infrastrutture ferroviarie la Sardegna è ultima con 70,3 punti e ultima è anche rispetto agli aeroporti con solo 15 punti». A questo si aggiungono la crisi demografica (l’Eurostat prevede una perdita del 28 per cento della popolazione entro il 2050, i divari generazionali, la situazione dei giovani, la trasformazione epocale introdotta dalla digitalizzazione, il salario di sostegno al reddito «che – ha ribadito Ledda – è fondamentale ma non sufficiente».

Le rivendicazioni. Francesca Nurra, segretaria generale della Cgil, e Marco Foddai, segretario Feneal Uil si sono schierati al fianco della Cisl per rivendicare risorse e sviluppo. Lo stesso ha fatto il sindaco di Alghero Mario Conoci che ha posto anche il problema del reperimento di risorse ulla progettazione necessaria per accedere ai fondi del Pnrr. Valerio Scanu, presidente del Cips, ha posto la domanda sul perché ancora la Regione non abbia risposto al documento uscito al tavolo che la Provincia aveva aperto con tutte le associazioni e sindacati. Chissà che non sia la volta buona.

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