Una rotatoria per Monte d’Accoddi
Via libera in Consiglio alla variante del Puc per realizzare l’intervento da 1 milione
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SASSARI. Una nuova rotatoria sulla ex 131, all’altezza dell’ingresso dell’area archeologica di Monte d’Accoddi, un monumento unico nel bacino del Mediterraneo, massima espressione sacra della civiltà prenuragica. Che sarà realizzata con un finanziamento da 1 milione di euro della Rete Metropolitana del Nord Sardegna, delegata per l’attuazione dell’intervento che prevede una serie di lavori che garantiscano una migliore accessibilità e la messa in sicurezza del sito. Ieri pomeriggio il consiglio comunale ha adottato in via definitiva (dopo la verifica di coerenza della Regione) la variante del piano urbanistico, indispensabile per dare gambe all’importante intervento, la cui realizzazione potrà ora potrà essere messa a bando.
L’azione principale del progetto consiste appunto nella realizzazione di un’intersezione a rotatoria in corrispondenza dell’accesso all’area archeologica lungo la ex 131. È stata inoltre riclassificata l’area dedicata ai posteggi ed è partita la proceduta relativa agli espropri.
«La rotatoria – sottolinea al relazione che accompagna la pratica – rappresenta un’adeguata risposta per il miglioramento della sicurezza nel flusso veicolare che andrà ad incidere sull’accesso al compendio, garantendo al contempo uno strumento per offrire una maggiore e più efficace visibilità per l’accesso all’area archeologica. A partire pertanto dalla futura rotatoria, si avrà così accesso alla strada già esistente che conduce, dopo circa 300 metri, alla biglietteria e al parcheggio per gli autoveicoli. Da questo luogo, l’acceso all’area archeologica può avvenire percorrendo unicamente a piedi la stessa strada per ulteriori 600 metri».
Il tempio di monte d’Accoddi (dall’arcaico kodi, “pietra”), risalente a cinquemila anni fa, è uno ziqqurat unico in Europa per singolarità di tipologie architettoniche. Fu scoperto a metà del XX secolo, scavando un piccolo colle che pareva artificiale al centro di una pianura. In realtà, era un altare a piramide ricoperto di terra, dedicato forse a una divinità femminile, scolpita in una stele granitica accanto al monumento.
Il santuario, che sorge lungo la vecchia statale 131, a 11 chilometri da Sassari, è la punta di diamante della rete Thamus, che comprende anche il Palazzo di Città, le stanze e le cantine del Duca, Fontana di Rosello, il Palazzo della Frumentaria , Il Castello Aragonese con Il Barbacane, le Domus de janas di Montalè e l’Argentiera, e attira ogni anno migliaia di visitatori.
L’azione principale del progetto consiste appunto nella realizzazione di un’intersezione a rotatoria in corrispondenza dell’accesso all’area archeologica lungo la ex 131. È stata inoltre riclassificata l’area dedicata ai posteggi ed è partita la proceduta relativa agli espropri.
«La rotatoria – sottolinea al relazione che accompagna la pratica – rappresenta un’adeguata risposta per il miglioramento della sicurezza nel flusso veicolare che andrà ad incidere sull’accesso al compendio, garantendo al contempo uno strumento per offrire una maggiore e più efficace visibilità per l’accesso all’area archeologica. A partire pertanto dalla futura rotatoria, si avrà così accesso alla strada già esistente che conduce, dopo circa 300 metri, alla biglietteria e al parcheggio per gli autoveicoli. Da questo luogo, l’acceso all’area archeologica può avvenire percorrendo unicamente a piedi la stessa strada per ulteriori 600 metri».
Il tempio di monte d’Accoddi (dall’arcaico kodi, “pietra”), risalente a cinquemila anni fa, è uno ziqqurat unico in Europa per singolarità di tipologie architettoniche. Fu scoperto a metà del XX secolo, scavando un piccolo colle che pareva artificiale al centro di una pianura. In realtà, era un altare a piramide ricoperto di terra, dedicato forse a una divinità femminile, scolpita in una stele granitica accanto al monumento.
Il santuario, che sorge lungo la vecchia statale 131, a 11 chilometri da Sassari, è la punta di diamante della rete Thamus, che comprende anche il Palazzo di Città, le stanze e le cantine del Duca, Fontana di Rosello, il Palazzo della Frumentaria , Il Castello Aragonese con Il Barbacane, le Domus de janas di Montalè e l’Argentiera, e attira ogni anno migliaia di visitatori.
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