«Mini campus, i fondi ci sono»
di Giovanni Bua
La Regione “rassicura” l’Ersu ma conferma che le risorse arriveranno dalla programmazione 21-27
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SASSARI. Il finanziamento da 1 milione e 300mila euro per la realizzazione degli impianti sportivi della Ex Fondazione Brigata Sassari non è sparito ma solo “spostato” alla programmazione 2021-2027. È una buona notizia, ma solo a metà, quella che arriva dall’autorità responsabile regionale, firmata dal direttore generale Silvia Curto. Notizia anticipata da una nota inviata l’altro ieri all’Ersu e confermata in un incontro tecnico, ieri mattina a Cagliari, con il direttore generale dell’Ente regionale per il diritto allo studio universitario sassarese, Libero Meloni.
Buona perché di fatto salva il progetto relativo agli impianti sportivi del nuovo mini campus della Ex Fondazione Brigata Sassari in viale Adua, per il quale Ersu Sassari ha aggiudicato l’appalto il 31 gennaio 2022. A metà perché conferma i dubbi già espressi dal sindaco Nanni Campus nell’ultimo consiglio comunale, a margine dell’approvazione unanime di una mozione del Pd dedicata alla “difesa” del progetto, e cioè che i soldi saranno presi dalla torta dei fondi Fsc ancora da spartire, e non da quelli 2014-2020 già assegnati (e usati per le spese straordinarie causa Covid). In sostanza il progetto resta in piedi, lo scippo anche.
Chiaramente non per la Regione, che anzi replica con mal celata ruvidità alla denuncia del presidente Massimo Sechi. Con il direttore generale Silvia Curto che parla di «incaute esternazioni espresse sulla stampa» da parte dell’Ersu, ricorda che «l’autorità responsabile del Psc è titolare delle risorse di assistenza tecnica, ma non è anche titolare delle risorse relative a tutti gli altri interventi del Piano». E che: «tutte le interlocuzioni relative al progetto rubricato in oggetto, sono intervenute e devono essere mantenute con il responsabile di azione della direzione generale della Pubblica Istruzione». Sottolineando come: «alla data dell’accordo - di cui la deliberazione della Giunta regionale 16/10 del 5 maggio 2021 ha preso atto – che risale al mese di dicembre 2020, non vi era alcuna certezza che il progetto in questione riuscisse a rispettare l’obbligazione giuridicamente vincolante allora fissata per il 31.12.2021. Per questo motivo, al fine di evitare di perdere le risorse relative allo stesso progetto, è stata mantenuta la copertura della progettazione nella programmazione 2014/2020, rinviando la copertura relativa all’attuazione dell’ intervento alla programmazione 2021/2027. Dunque non risponde al vero che il progetto sia stato definanziato». E infine dicendo che: «La deliberazione della Giunta è un atto pubblico: è dunque inesatto affermare che l’Ente non è mai stato messo a conoscenza».
«La buona notizia – sottolinea il senatore Carlo Doria, che si è interessato direttamente alla vicenda – è che la Regione conferma la piena disponibilità a condividere con l’Ersu la strategia amministrativa più corretta per non privarci del finanziamento».
Resta il fatto che per il progetto non sarà pagato con i fondi 2014-2020, nonostante non siano mai stati registrati rallentamenti o difformità. Anzi, ha raggiunto l’obbligazione giuridicamente vincolante con un anticipo di undici mesi rispetto alla scadenza, rinviata per tutti gli interventi finanziati con l’Fsc al 31/12/2022. Inoltre, visto che la programmazione 2021/2027 è ancora da “spartire”, l’unica carta che resta sul tavolo è la nota, firmata dal Dg dell’assessorato alla Pubblica Istruzione Giorgio Cicalò, nella quale comunica che la Regione ha deciso di rimodulare il fondo 2014-2020 rimandando il finanziamento a data da destinarsi. Una vittoria insomma, ma solo a metà.
Buona perché di fatto salva il progetto relativo agli impianti sportivi del nuovo mini campus della Ex Fondazione Brigata Sassari in viale Adua, per il quale Ersu Sassari ha aggiudicato l’appalto il 31 gennaio 2022. A metà perché conferma i dubbi già espressi dal sindaco Nanni Campus nell’ultimo consiglio comunale, a margine dell’approvazione unanime di una mozione del Pd dedicata alla “difesa” del progetto, e cioè che i soldi saranno presi dalla torta dei fondi Fsc ancora da spartire, e non da quelli 2014-2020 già assegnati (e usati per le spese straordinarie causa Covid). In sostanza il progetto resta in piedi, lo scippo anche.
Chiaramente non per la Regione, che anzi replica con mal celata ruvidità alla denuncia del presidente Massimo Sechi. Con il direttore generale Silvia Curto che parla di «incaute esternazioni espresse sulla stampa» da parte dell’Ersu, ricorda che «l’autorità responsabile del Psc è titolare delle risorse di assistenza tecnica, ma non è anche titolare delle risorse relative a tutti gli altri interventi del Piano». E che: «tutte le interlocuzioni relative al progetto rubricato in oggetto, sono intervenute e devono essere mantenute con il responsabile di azione della direzione generale della Pubblica Istruzione». Sottolineando come: «alla data dell’accordo - di cui la deliberazione della Giunta regionale 16/10 del 5 maggio 2021 ha preso atto – che risale al mese di dicembre 2020, non vi era alcuna certezza che il progetto in questione riuscisse a rispettare l’obbligazione giuridicamente vincolante allora fissata per il 31.12.2021. Per questo motivo, al fine di evitare di perdere le risorse relative allo stesso progetto, è stata mantenuta la copertura della progettazione nella programmazione 2014/2020, rinviando la copertura relativa all’attuazione dell’ intervento alla programmazione 2021/2027. Dunque non risponde al vero che il progetto sia stato definanziato». E infine dicendo che: «La deliberazione della Giunta è un atto pubblico: è dunque inesatto affermare che l’Ente non è mai stato messo a conoscenza».
«La buona notizia – sottolinea il senatore Carlo Doria, che si è interessato direttamente alla vicenda – è che la Regione conferma la piena disponibilità a condividere con l’Ersu la strategia amministrativa più corretta per non privarci del finanziamento».
Resta il fatto che per il progetto non sarà pagato con i fondi 2014-2020, nonostante non siano mai stati registrati rallentamenti o difformità. Anzi, ha raggiunto l’obbligazione giuridicamente vincolante con un anticipo di undici mesi rispetto alla scadenza, rinviata per tutti gli interventi finanziati con l’Fsc al 31/12/2022. Inoltre, visto che la programmazione 2021/2027 è ancora da “spartire”, l’unica carta che resta sul tavolo è la nota, firmata dal Dg dell’assessorato alla Pubblica Istruzione Giorgio Cicalò, nella quale comunica che la Regione ha deciso di rimodulare il fondo 2014-2020 rimandando il finanziamento a data da destinarsi. Una vittoria insomma, ma solo a metà.
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