Autoemoteca dell’Avis, in città le donazioni calate del 5,6 per cento
PORTO TORRES. Nelle donazioni di sangue all’autoemoteca dell’Avis vi è stato un leggero calo di donazioni del 5,6 per cento – precisamente 51 sacche in meno – e sono state raccolte un totale di 863...
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PORTO TORRES. Nelle donazioni di sangue all’autoemoteca dell’Avis vi è stato un leggero calo di donazioni del 5,6 per cento – precisamente 51 sacche in meno – e sono state raccolte un totale di 863 sacche. Di cui 784 di sangue intero e 79 di plasmaferesi. Numeri relativi alla annualità 2021 che sono stati illustrati dal presidente della sezione cittadina dell’Avis, Marco Marginesu, in occasione dell’ultima assemblea riservata ai soci. «Il calo delle sacche di sangue è stato causato da svariati motivi – precisa Marginesu –, tra cui la nascita del vaccino anti covid che ha portato molte persone a non donare perché non al corrente di quanto tempo dovesse intercorrere tra lo stesso e la donazione. Tra gli altri motivi ci sono anche la voglia di libertà causata dalle riaperture, con conseguente distacco dagli impegni della donazione, e il notevole numero di positivi che non hanno potuto donare».
Il traguardo dell’autosufficienza rimane comunque l’obiettivo cardine dell’associazione di volontariato che, soprattutto a causa dell’esistenza della talassemia nel sistema sanitario sardo, si presenta però come meta ancora molto lontana. «Questo ci deve portare a fare ancora meglio per la nostra associazione – aggiunge il presidente – e ancora di più per le persone inferme che in noi ripongono tutta la loro fiducia: l’anno scorso abbiamo effettuato 603 interventi in convenzione con il servizio Areus 118 (6,7 per cento in più rispetto al 2020) e a questi si aggiungono 128 interventi per trasporto di visite o dimissioni ospedaliere (64,1 per cento in più) e 25 assistenze a manifestazioni ed eventi sportivo-culturali». I soci donatori (688) e i soci collaboratori (35) partecipano alla propaganda e alla sensibilizzazione sul valore della donazione.
E tra i più attivi c’è il vicepresidente vicario dell’Avis, Alfio Galvagno, figura fondamentale e coordinatore del sistema delle donazioni. Qualche mese fa è stato ricostituito anche il gruppo giovani dell’Avis con 15 iscritti, gestito dalla 19enne Anna Ruggiu, che conferma quanto la Comunale turritana sia attenta al futuro e all’inclusione dei giovani nel mondo del volontariato. (g.m.)
Il traguardo dell’autosufficienza rimane comunque l’obiettivo cardine dell’associazione di volontariato che, soprattutto a causa dell’esistenza della talassemia nel sistema sanitario sardo, si presenta però come meta ancora molto lontana. «Questo ci deve portare a fare ancora meglio per la nostra associazione – aggiunge il presidente – e ancora di più per le persone inferme che in noi ripongono tutta la loro fiducia: l’anno scorso abbiamo effettuato 603 interventi in convenzione con il servizio Areus 118 (6,7 per cento in più rispetto al 2020) e a questi si aggiungono 128 interventi per trasporto di visite o dimissioni ospedaliere (64,1 per cento in più) e 25 assistenze a manifestazioni ed eventi sportivo-culturali». I soci donatori (688) e i soci collaboratori (35) partecipano alla propaganda e alla sensibilizzazione sul valore della donazione.
E tra i più attivi c’è il vicepresidente vicario dell’Avis, Alfio Galvagno, figura fondamentale e coordinatore del sistema delle donazioni. Qualche mese fa è stato ricostituito anche il gruppo giovani dell’Avis con 15 iscritti, gestito dalla 19enne Anna Ruggiu, che conferma quanto la Comunale turritana sia attenta al futuro e all’inclusione dei giovani nel mondo del volontariato. (g.m.)
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