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«Nessuno offenda i nostri donatori di sangue»

«Nessuno offenda i nostri donatori di sangue»

Il sindaco di Ardara Francesco Dui replica alla Fidas di Ozieri che aveva criticato l’iniziativa del bonus

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ARDARA. Archiviata con un buon risultato la prima raccolta straordinaria annuale di sangue promossa dalla Fidas di Ardara, il sindaco del paese Francesco Dui torna sul tema che ha diviso il Comune e la sede centrale della Fidas di Ozieri (da cui quella di Ardara dipende): il bonus donazione che il Comune ha deciso di devolvere a chi dona il sangue. Iniziativa che pur definita «lodevole per l’intenzione» dal presidente della Fidas Ozieri Giuseppe Zintu è stata criticata perché «contraria allo statuto Fidas che prevede che la donazione del sangue sia un atto libero, volontario, anonimo e senza fini di lucro».

Il sindaco Dui si dice stupito di tale critica, e risponde al presidente Zintu («persona stimabilissima») con alcune precisazioni. «Il bonus – dice Dui - è erogato dal Comune di Ardara e pertanto non è lesivo di alcuna norma statutaria di Fidas e tantomeno della legge 219/2005; i principi di gratuità sono assolutamente garantiti, in quanto il bonus può essere equiparato ai gadget e generi offerti a vario titolo dalle associazioni come per esempio fa anche la Fidas (pagina 100 del sito, capitolo 5.4.6); l’interlocuzione il Comune di Ardara l’ha avuta con la sezione di Ardara, con la quale si collabora da sempre, e non ci risulta, almeno stando agli atti, che vi siano altre sezioni con le quali avremmo dovuto fare il ragionamento. Inoltre – aggiunge – la sezione di Ardara sostiene di aver almeno verbalmente informato la Fidas Ozieri». Per concludere con la questione legata alla promozione delle attività produttive locali (il bonus donazione è un voucher di dieci euro da consumare in bar e ristoranti del paese), Dui sottolinea che «mediamente ad Ardara ogni 3 mesi donano circa 15 persone, pertanto affermare che, forse, il nostro intendimento era quello di aiutare le nostre imprese è offensivo per le stesse attività commerciali e significa avere poca dimestichezza con la matematica, perché se donano il sangue 15 persone il Comune eroga un contributo di 150 euro, ed essendo le attività commerciali aderenti 5 avrebbero mediamente a disposizione 30 euro per 3 mesi. In tutta questa vicenda – dice – è mancato il rispetto per il donatore di Ardara che già donava e certamente non lo faceva per 10 euro del bonus. Si resta a completa disposizione di Fidas anche per avere eventuali suggerimenti su come il Comune possa contribuire fattivamente alla buona riuscita della raccolta del sangue». (b.m.)

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