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Sassari

Chiama un poliziotto e minaccia magistrato: arrestato “Fracassu”

Chiama un poliziotto e minaccia magistrato: arrestato “Fracassu”

SASSARI. Ha chiamato al telefono un poliziotto, suo paesano, per ribadire la sua innocenza nonostante la condanna a 25 anni di reclusione nell’ambito dell’ultima tranche dell’inchiesta sul sequestro...

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SASSARI. Ha chiamato al telefono un poliziotto, suo paesano, per ribadire la sua innocenza nonostante la condanna a 25 anni di reclusione nell’ambito dell’ultima tranche dell’inchiesta sul sequestro dell’allevatore di Bonorva Titti Pinna. Ma non si era limitato solo a quello: Giovanni Sanna “Fracassu”, 52 anni di Macomer, aveva calcato la mano: «Spero che Gesù Cristo almeno uno lo fulmini entro Natale». E aveva proseguito: «Se non lo fa lui lo faccio io. Lo giuro». La telefonata era stata registrata dal poliziotto e riascoltata con calma ha fatto emergere il sinistro significato di quelle affermazioni che - secondo gli inquirenti - erano minacce riferite direttamente agli operatori di polizia che hanno svolto le indagini e ai magistrati -, specie dopo la segnalazione alla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari (che tra l’altro ha coordinato l’inchiesta sul sequestro di Titti Pinna dall’inizio alla fine). La Dda - conclusi gli accertamenti - ha chiesto l’arresto di Giovanni Sanna “Fracassu” e il provvedimento è stato emesso dalla corte d’assise di Sassari ed eseguito nei giorni scorsi. Il 52enne di Macomer è stato rinchiuso nel carcere di Bancali.

Sanna era ancora in libertà dopo la condanna a 25 anni ed è stato arrestato a seguito della richiesta firmata dal prcuratore aggiunto della Dda Guido Pani.

Per “Fracassu” il procuratore aggiunto della Dda Gilberto Ganassi aveva indicato «un concorso nella fase ideativa e in quella esecutiva del sequestro di Titti Pinna. E persino nelle trattative, considerata la sua presenza al passaggio a livello di Mulargia durante l’incontro tra alcuni componenti della banda e padre Pinuccio Solinas che si adoperava per cercare di favorire la liberazione dell’ostaggio». E aveva chiesto appunto la condanna a 25 anni di reclusione - sentenza poi emessa a dicembre 2021 dalla corte d’assise di Sassari - per i reati commessi in concorso con Salvatore Atzas, Giovanni Maria «Mimmiu» Manca e Antonio Faedda, già condannati in via definitiva rispettivamente a 30, 28 e 25 anni di reclusione.

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