LA NOvitÀ
Nei distributori automatici prevista la rilevazione dell’età
SASSARI. Ormai è inutile fare finta di niente o cercare giustificazioni: il gestore di un esercizio pubblico che somministra bevande alcoliche a un minore di 16 anni rischia arresto, sanzione e...
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SASSARI. Ormai è inutile fare finta di niente o cercare giustificazioni: il gestore di un esercizio pubblico che somministra bevande alcoliche a un minore di 16 anni rischia arresto, sanzione e chiusura per 3 mesi anche se a servire è stato il dipendente. C’è da dire che non sempre è semplice sapere se un ragazzo ha più o meno di 16 anni. Così, se un cliente “dubbio” chiede al banco del bar una birra o acquista al supermercato una bottiglia di alcolici, o si chiede la carta di identità, o si fa una valutazione basata sulla fiducia. Una azione che però potrebbe risultare pericolosa, perché a pagare è il gestore del locale, anche se a servire la birra al minore è stato il suo cameriere, o a consegnare la bottiglia alla cassa del supermercato è stata una commessa poco attenta.
La Cassazione lo ha sancito con la sentenza n. 3028/2018 del 23.01.2018, delle sezioni penali unite, in cui, inoltre, obbliga di predisporre nei distributori automatici di bevande alcoliche un sistema per la rilevazione dei dati anagrafici dell’acquirente.
Come è noto, c’è un divieto chiaro di somministrare qualsiasi tipo di bevanda alcolica ai ragazzini che non hanno compiuto i 16 anni.
La Cassazione lo ha sancito con la sentenza n. 3028/2018 del 23.01.2018, delle sezioni penali unite, in cui, inoltre, obbliga di predisporre nei distributori automatici di bevande alcoliche un sistema per la rilevazione dei dati anagrafici dell’acquirente.
Come è noto, c’è un divieto chiaro di somministrare qualsiasi tipo di bevanda alcolica ai ragazzini che non hanno compiuto i 16 anni.
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