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Sassari

Porto Torres, il commosso addio a Luca: padre giovane e speciale

di Gavino Masia
Porto Torres, il commosso addio a Luca: padre giovane e speciale

Tanta gente al funerale del 22enne morto nell’incidente di Pozzo San Nicola. La Basilica non è riuscita a contenere tutti, tra la folla i compagni della Turritana 

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PORTO TORRES. In tanti sono rimasti fuori, nel sagrato, perchè la grande Basilica di San Gavino non è riuscita ad accoglierli tutti. In un silenzio irreale Porto Torres ha dato domenica mattina l’ultimo saluto a uno dei suoi figli, Luca Baraghini. Aveva solo 22 anni. La sua immagine è il ricordo di un ragazzo sorridente che aveva cominciato presto a comprendere il valore della famiglia, l’importanza delle responsabilità. Fino a quel momento tragico di venerdì, all’incidente sulla strada per Stintino dove il 22enne ha perso la vita.

«Siamo tutti coinvolti in modo affettivo – ha detto all’inizio dell’omelia don Salvatore Masia –, me compreso, nel ricordo di Luca: qualche mese fa si era presentato in chiesa insieme alla giovane compagna, per poter celebrare il battesimo dei due bambini, ed era bello constatare, nella circostanza, che un giovane così pieno di vita ed entusiasmo fosse molto felice di avere già una famiglia che guardava con entusiasmo alle prospettive della vita che si stava aprendo in lui». Un ricordo forte quello del parroco di San Gavino che ha fatto riferimento alle scelte di Luca: dal battesimo alla consapevolezza di volere costruire una famiglia seguendo gli insegnamenti dei genitori e dei nonni.

«Poi – ha continuato il sacerdote nell’omelia –, in maniera repentina, improvvisa, è stato sottratto alla famiglia, alla moglie, ai parenti, agli amici e alla comunità. Da un lato abbiamo la sensazione di rispetto per quello che non è sopportabile dal punto di vista umano. Dall’altro la certezza, che di Luca noi conserveremo per sempre un ricordo meraviglioso. Ai nostri occhi Luca è morto, certo, ma quella gioia di vita che sprizzava da tutti i pori continua a vivere».

Una lunga omelia quella di monsignor Masia, ogni parola scandita per ricordare quanto fosse speciale questo giovane. «Ho avuto modo di conoscerlo, e mi è bastato poco per capire che era una persona speciale che mi ha dato tantissimo. I suoi anni sono stati pieni d’amore, amicizia ed entusiasmo. Siamo certi che ha vissuto pienamente ogni attimo della sua vita, sperimentando la gioia della famiglia, dei figli e la bellezza dei rapporti umani».

La funzione religiosa è proseguita sul filo dei ricordi del giovane Luca, davanti a coloro che hanno che hanno avuto modo di frequentarlo e di condividere con lui tanti momenti felici. La compagna Michela, la piccola Ludovica e il fratellino Edoardo, la mamma Elisabetta e il padre Oreste, il fratello Claudio, parenti e amici che si sono stretti in un forte abbraccio iin un giorno così triste.

Non sono mancati i compagni di gioco della Sgs Turritana, quelli con cui Luca ha fatto tutta la trafila nella categorie giovanili, prima di indossare al braccio la fascia di capitano con la maglia granata. «Alle persone che hanno conosciuto Luca – ha concluso il parroco –, dico loro che in questo cammino che ci fa compiere la chiesa per ricordare la Pasqua, questa nostra preghiera forse ci può aiutare a dare risposta a un dolore così grande, incommensurabile e incomprensibile. Luca ha dato dimostrazione di saper vivere e di come ci si può rapportare con gli altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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