la presentazione in consiglio
Favini: ricuciamo il carcere con la città
Il nuovo garante dei detenuti: tanti i problemi da risolvere insieme
1 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Due associazioni di promozione sociale, una femminile e una maschile, da costituire tra le mura del carcere di Bancali. Per formare laboratori di cucina e artigianato, agricoltura e falegnameria, decoupage e musica. E portare gli insegnamenti scolastici propedeutici all’acquisizione di specializzazioni professionali e di titoli. Questo il primo progetto che il nuovo garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Gianfranco Favini, ha voluto presentare all’amministrazione comunale. «Un primo passo – ha spiegato ieri in apertura di consiglio comunale – e l’inizio di quella che deve essere una collaborazione stretta con l’amministrazione comunale e con tutte le forze produttive e sociali della città». Il presidente dell’Associazione Alzheimer, alla sua prima uscita ufficiale dopo l’elezione, ha ringraziato giunta e consiglio: «Con la speranza che il gradimento per il mio operato possa diventare unanime». Poi ha sottolineato di aver già preso visione di alcune delle tante problematiche che affliggono la casa circondariale cittadina: «A iniziare da quello sanitario, per il quale attendo risposte importanti dall’Asl», proseguendo con la difficoltà di far lavorare le persone recluse. «Bisogna sviluppare idee lavorative, cultura della persona, fiducia e sistemi positivi di gruppo. Costruire sinergie, e ricucire il mondo carcerario all’interno del tessuto cittadino. Questo è i mio impegno che porterò avant con tutto me stesso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
