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Dopo sette anni di lunga attesa si può ripartire

Dopo sette anni di lunga attesa si può ripartire

Il primo accordo su San Sebastiano è datato 2014 e firmato dai ministeri della Giustizia, dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Provveditorato alle opere pubbliche, dal Comune, con l’...

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Il primo accordo su San Sebastiano è datato 2014 e firmato dai ministeri della Giustizia, dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Provveditorato alle opere pubbliche, dal Comune, con l’allora commissario Guido Sechi, e dal Consiglio Forense. Teoricamente sarebbe stato sufficiente per mettere in piedi l’intervento, ed effettivamente c’è un preliminare licenziato dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche nel 2016, seguito dall’avvio della complessa fase di controllo delle attività di vulnerabilità sismica, di rilievo architettonico e caratterizzazione del terreno necessari per le successive operazioni di bonifica e riqualificazione, conclusasi ai primi del 2018.

Ma in questi mesi i fondi spariscono per la prima volta, per poi essere, con grande discrezione, riassegnati (e rimpolpati con uno stanziamento della Rete Metropolitana). Risultato: la firma di un nuovo accordo di programma tra Comune, l’Agenzia del Demanio e i ministeri coinvolti, ad agosto 2018. In realtà però il progetto non muove un passo. E, nel dicembre 2020, l’agenzia comunica il definanziamento con il ministero che «ne prende atto» e cancella l’intervento.

Ora, grazie alla concatenazione di una serie di fattori, l’ennesima rinascita. Che speriamo essere quella definitiva.

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