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Sassari

Ora serve l’ok della Soprintendenza

Ora serve l’ok della Soprintendenza

Non dovrebbero esserci problemi irrisolti ma manca ancora il via libera ufficiale

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SASSARI. Demanio, ministero, politica cittadina, regionale e nazionale. Uno a uno tutti stanno rispondendo presente alla richiesta di far risorgere il progetto della cittadella giudiziaria nell’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano. E finalmente è arrivato anche il primo atto ufficiale, il primo bando per assegnare la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo all’intervento che, secondo le nuove stime, dovrebbe costare 22 milioni.

Per far svanire anche l’ultimo residuo di nebbia manca però ancora il via libera ufficiale della Soprintendenza, da molti indicata come «il problema», ma che in realtà non avrebbe nessuna intenzione di mettersi di traverso sul progetto di riqualificazione.

A riferirlo è stata la direttrice del demanio regionale Rita Soddu, che ha chiarito nell’incontro di inizio febbraio con i rappresentanti del partito democratico Fabio Pinna e Gianfranco Ganau che «ogni presunta difficoltà derivante dagli aspetti storici ed architettonici della struttura dell’ex Carcere era stata studiata, valutata, affrontata e risolta grazie ad un dettagliato e qualificato lavoro svolto in collaborazione con la Soprintendenza».

Non ci dovrebbero essere problemi di nessun tipo insomma. Anche perché ll carcere “gemello” di San Sebastiano, “Le Nuove” di Torino (costruito tra il 1857 e il 1869 dallo stesso architetto, Giuseppe Polani) a partire dal 2009 è stato infatti protagonista di una profonda riqualificazione, diventando museo e sede di uffici giudiziari.

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