«Sulla chimica verde ora pretendiamo risposte»
di Giovanni Bua
Sindaci, Tips e sindacati compatti agli Stati generali convocati a Sassari Solinas manda l’assessora Pili e dichiara: «La Regione è al fianco dei lavoratori»
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SASSARI. Prove di unità, faticosa quanto indispensabile, per dare finalmente gambe alla Chimica Verde, a undici anni quasi compiuti dalla firma del protocollo con Governo ed Eni, con otto esecutivi nazionali e quattro giunte regionali passate senza che nulla o quasi sia successo. Prove di unità andate in scena ieri al Teatro Comunale, pieno dei rappresentanti di sessantasei sindaci e altrettanti Consigli comunali, sindacati e associazioni di categoria. Che, seguendo lo “schema” Nule, l’assemblea generale di dicembre che ha licenziato un documento sui piani di sviluppo per il territorio, lo innesta sulla mobilitazione a difesa del progetto della Chimica Verde e degli investimenti industriali promessi e mai realizzati.
Tutti riuniti dunque per chiedere a Regione, Governo ed Eni di mantenere gli impegni presi nel maggio del 2011. Ma attenti a non trasformare la Regione in controparte: «Perché – ha spiegato l’amministratore unico della Provincia Pietrino Fois – siamo qui per offrire il nostro sostegno alla giunta in una battaglia da combattere uniti».
Una “pace armata” da difendere, anche se alla fine a mancare è proprio il presidente, Christian Solinas, che ha dovuto disdire la presenza per motivi di salute, e che nel pomeriggio ha battuto un colpo. «La riqualificazione del polo industriale di Porto Torres ha un punto qualificante, oltre che nelle bonifiche, nella chimica verde – ha scritto in una nota – Perciò, la Regione è convintamente impegnata al fianco dei lavoratori per ottenere il rispetto degli impegni assunti, ben undici anni fa, dal Governo nazionale e dall'Eni e i loro ritardi non sono più accettabili. Si tratta di un progetto necessario per il rilancio del territorio e per lo sviluppo economico e sociale di tutta la Sardegna».
Parole anticipate poche ore prima sul palco dall’assessora all’Industria Anita Pili: «È necessario e urgente rilanciare il progetto della chimica verde, previsto dal protocollo d'intesa sulle iniziative di reindustrializzazione nell'area dell'ex petrolchimico - ha evidenziato –. Per l'area industriale rappresenta una decisiva prospettiva di sviluppo e di salvaguardia dell'occupazione. Gli investimenti industriali promessi vanno rivendicati con l'obiettivo di dare nuovo impulso a un piano complessivo, richiesto da un fronte unito, composto da forze politiche, sociali e sindacali. Il sostegno compatto del territorio in difesa del progetto conferisce maggior peso istituzionale all'azione della Giunta regionale. Ho sollecitato la segreteria del Mise alla convocazione della cabina di regia del progetto, finora mai convocata. Vogliamo rassicurazioni sul piano di investimenti, sui progetti a medio e lungo termine e sullo stato di avanzamento delle attività di ricerca e bonifica. Se necessario, aggiornando e modificando il progetto per renderlo attuale rispetto al momento storico e in linea con le esigenze dei territori».
E proprio sulla cabina di regia, la cui convocazione in realtà è, secondo protocollo, di competenza regionale, punta l’ordine del giorno che alla fine l’assemblea licenzia, e che sarà discusso, e verosimilmente approvato, in tutti i consigli comunali della provincia: «Si affida – recita – al Presidente della Regione l’impegno, di attivare nell’immediato la “cabina di regia”, secondo quanto previsto dal Protocollo di chimica verde e di inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, una nota allo scopo di determinare la convocazione delle parti presso la stessa presidenza, al fine di porre in campo tutte le azioni indispensabili per avviare un dialogo costruttivo tra le parti per la definizione di un piano industriale attraverso un accordo di programma quadro sulla green chemistry e sui percorsi di sostenibilità».
Tutti riuniti dunque per chiedere a Regione, Governo ed Eni di mantenere gli impegni presi nel maggio del 2011. Ma attenti a non trasformare la Regione in controparte: «Perché – ha spiegato l’amministratore unico della Provincia Pietrino Fois – siamo qui per offrire il nostro sostegno alla giunta in una battaglia da combattere uniti».
Una “pace armata” da difendere, anche se alla fine a mancare è proprio il presidente, Christian Solinas, che ha dovuto disdire la presenza per motivi di salute, e che nel pomeriggio ha battuto un colpo. «La riqualificazione del polo industriale di Porto Torres ha un punto qualificante, oltre che nelle bonifiche, nella chimica verde – ha scritto in una nota – Perciò, la Regione è convintamente impegnata al fianco dei lavoratori per ottenere il rispetto degli impegni assunti, ben undici anni fa, dal Governo nazionale e dall'Eni e i loro ritardi non sono più accettabili. Si tratta di un progetto necessario per il rilancio del territorio e per lo sviluppo economico e sociale di tutta la Sardegna».
Parole anticipate poche ore prima sul palco dall’assessora all’Industria Anita Pili: «È necessario e urgente rilanciare il progetto della chimica verde, previsto dal protocollo d'intesa sulle iniziative di reindustrializzazione nell'area dell'ex petrolchimico - ha evidenziato –. Per l'area industriale rappresenta una decisiva prospettiva di sviluppo e di salvaguardia dell'occupazione. Gli investimenti industriali promessi vanno rivendicati con l'obiettivo di dare nuovo impulso a un piano complessivo, richiesto da un fronte unito, composto da forze politiche, sociali e sindacali. Il sostegno compatto del territorio in difesa del progetto conferisce maggior peso istituzionale all'azione della Giunta regionale. Ho sollecitato la segreteria del Mise alla convocazione della cabina di regia del progetto, finora mai convocata. Vogliamo rassicurazioni sul piano di investimenti, sui progetti a medio e lungo termine e sullo stato di avanzamento delle attività di ricerca e bonifica. Se necessario, aggiornando e modificando il progetto per renderlo attuale rispetto al momento storico e in linea con le esigenze dei territori».
E proprio sulla cabina di regia, la cui convocazione in realtà è, secondo protocollo, di competenza regionale, punta l’ordine del giorno che alla fine l’assemblea licenzia, e che sarà discusso, e verosimilmente approvato, in tutti i consigli comunali della provincia: «Si affida – recita – al Presidente della Regione l’impegno, di attivare nell’immediato la “cabina di regia”, secondo quanto previsto dal Protocollo di chimica verde e di inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, una nota allo scopo di determinare la convocazione delle parti presso la stessa presidenza, al fine di porre in campo tutte le azioni indispensabili per avviare un dialogo costruttivo tra le parti per la definizione di un piano industriale attraverso un accordo di programma quadro sulla green chemistry e sui percorsi di sostenibilità».
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