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Sassari

Cena finita a martellate chiesta condanna a 6 anni

di Nadia Cossu
Cena finita a martellate chiesta condanna a 6 anni

La furibonda lite fra tre amici dopo uno spuntino in un casolare di Li Buttangari  Due sono accusati di tentato omicidio, per uno il pm ha sollecitato l’assoluzione

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SASSARI. Lo scorso 21 agosto tre persone (amici e conoscenti tra loro) si erano ritrovate in un casolare per uno spuntino ma dopo qualche ora avevano finito per ferirsi a vicenda con falce e martello. Ad avere la peggio era stato il padrone di casa, Angelo Francesco Marras, di 72 anni, che, colpito più volte alla testa, aveva riportato la frattura dell’osso occipitale. Ad allertare le forze dell’ordine era stata una chiamata arrivata da una terza persona, Marco Pinna, presente allo spuntino anche lui, che a sua volta era rimasto ferito dalle martellate, anche se in modo meno grave.

Per entrambe le aggressioni era stato indagato da subito con l’accusa di tentato omicidio Giò Battista Coradduzza, sassarese di 53 anni. Anche quest’ultimo era stato ricoverato in ospedale perché Pinna, intervenuto per difendere il padrone di casa Marras, aveva preso una falce e lo aveva colpito più volte sul corpo e sulla mano fin quasi a staccargli due dita.

Per questo fatto Coradduzza era stato arrestato ed è poi finito a processo con Pinna, entrambi imputati di tentato omicidio. Il primo avrebbe cercato di uccidere Marras e il secondo Coradduzza. Ieri mattina, al termine della discussione davanti al gup Sergio De Luca, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a sei anni di carcere per Giò Battista Coradduzza (difeso dall’avvocato Marco Costa) e l’assoluzione (sostenendo si fosse trattato di legittima difesa) per Marco Pinna (assistito da Attilio Pinna). Ad aprile ci sarà la sentenza.

Quando l’estate scorsa i soccorritori e le forze dell’ordine erano arrivati sul posto, un casolare a Li Buttangari (nelle campagne tra Sassari e Sorso), Marras era a terra privo di sensi e ricoperto di sangue. Tanto che in un primo momento si era pensato che l’uomo fosse morto. Poi il trasferimento in ospedale, l’intervento chirurgico al cranio e la lenta ripresa. La lite era partita dopo una discussione banale e con una buona dose di alcol in circolo nel sangue di tutti i partecipanti all’appuntamento “conviviale”.

Stando alla ricostruzione degli investigatori, in serata il 53enne sarebbe tornato nella casa di Li Buttangari con un martello e avrebbe colpito l’amico sorprendendolo alle spalle mentre guardava la televisione. A quel punto Pinna, che invece era a letto, sentendo urla e lamenti sarebbe uscito dalla stanza e con una falce avrebbe messo in fuga Coradduzza. Quest’ultimo era riuscito a raggiungere la strada e qui era stato soccorso da un’ambulanza chiamata da un passante che lo aveva notato a terra sanguinante e dolorante.

«Le dichiarazioni rese da Marras – ha detto però ieri l’avvocato Costa – sono contraddittorie tra loro. E non coincidono nemmeno con quelle di Pinna». Coradduzza ha sempre detto di non esser tornato nel casolare per vendicarsi della discussione precedente (durante la quale sarebbe stato anche schiaffeggiato da Marras). Ma spiegò che mentre a piedi rientrava a casa, dopo una passeggiata sulla Buddi Buddi con il cane, era stato proprio Marras a chiamarlo (le due abitazioni sono vicine). «Sono entrato – è la versione di Coradduzza – e Marras mi ha colpito con un pugno e poi con una falcetta, ho trovato un martello per terra e mi sono difeso». A quel punto era entrato in scena Pinna: «Ha cominciato a colpirmi con forza inaudita mentre stavo andando via – ha aggiunto l’imputato per il quale il pm ha chiesto la condanna – Ho raggiunto la strada e sono stato soccorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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