Nughedu, al via i lavori a Santa Bellina
Partito il progetto di recupero del sito che comprende la chiesetta di San Paolo
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NUGHEDU SAN NICOLÒ. Sono iniziati in questi giorni, dopo un lungo iter passato dallo sblocco dei fondi e i vari sopralluoghi con la Soprintendenza, i lavori di consolidamento, messa in sicurezza e valorizzazione del sito della chiesa campestre di Santa Bellina a Nughedu, facente parte di un santuario che comprende anche la chiesetta gemella di San Paolo e una vasta area di locali di servizio. Si tratta della prima tranche del progetto complessivo, che intende recuperare l’intero complesso, che in questa prima fase comprenderà il consolidamento delle mura di Santa Bellina e la copertura del tetto per un ritorno a una agibilità che, secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Carboni, potrà rendere utilizzabile la chiesa nel mese di maggio per la festa dedicata alla santa - in onore dalla quale è stata anche rifondata la società religiosa.
Un culto molto sentito in paese, dove Santa Bellina è venerata da secoli e invocata nei periodo di siccità. E infatti la chiesa in suo onore si trova in un santuario in aperta campagna, meta nei secoli di fedeli e pellegrini e sede di un culto che ha visto in tantissimi anni susseguirsi processioni propizie alla pioggia nei periodi di siccità che molto spesso hanno messo in ginocchio il mondo agropastorale che costituisce la storica base sociale del paese e dell’intero territorio. Questi lavori appena iniziati sono finanziati con uno stanziamento regionale di circa 150 mila euro che erano in realtà stati resi disponibili giorni alcuni anni fa ma che poi erano stati bloccato dalle solite pastoie burocratiche. Ma in attesa dello sblocco, il Comune di Nughedu San Nicolò si era mosso da solo realizzando con fondi propri i lavori di risistemazione della strada che porta al santuario, prodromo essenziale alla futura valorizzazione che si avrà appunto alla fine dei lavori appena iniziati. Opere che, come annuncia il sindaco Michele Carboni, comporteranno anche degli studi archeologici, realizzati grazie all’apporto degli esperti della Soprintendenza, che faranno emergere le primcipali emergenze da salvaguardare con la seconda (e con eventuali altre) tranche. Attenzione particolare è già presente sull’antico altare di Santa Bellina, in gram parte integro, e a “sas cumbessias”: i citati locali di servizio che in antichità ospitavano i pellegrini che giungevano al santuario. Anche il restauro totale della chiesa di Santa Bellina - e della gemella San Paolo - dovrà necessariamente comportare anche interventi, perché si tratta di edifici non piccoli - due tetti e due falde - che hanno necessità di interventi specifici e accurati. (b.m.)
Un culto molto sentito in paese, dove Santa Bellina è venerata da secoli e invocata nei periodo di siccità. E infatti la chiesa in suo onore si trova in un santuario in aperta campagna, meta nei secoli di fedeli e pellegrini e sede di un culto che ha visto in tantissimi anni susseguirsi processioni propizie alla pioggia nei periodi di siccità che molto spesso hanno messo in ginocchio il mondo agropastorale che costituisce la storica base sociale del paese e dell’intero territorio. Questi lavori appena iniziati sono finanziati con uno stanziamento regionale di circa 150 mila euro che erano in realtà stati resi disponibili giorni alcuni anni fa ma che poi erano stati bloccato dalle solite pastoie burocratiche. Ma in attesa dello sblocco, il Comune di Nughedu San Nicolò si era mosso da solo realizzando con fondi propri i lavori di risistemazione della strada che porta al santuario, prodromo essenziale alla futura valorizzazione che si avrà appunto alla fine dei lavori appena iniziati. Opere che, come annuncia il sindaco Michele Carboni, comporteranno anche degli studi archeologici, realizzati grazie all’apporto degli esperti della Soprintendenza, che faranno emergere le primcipali emergenze da salvaguardare con la seconda (e con eventuali altre) tranche. Attenzione particolare è già presente sull’antico altare di Santa Bellina, in gram parte integro, e a “sas cumbessias”: i citati locali di servizio che in antichità ospitavano i pellegrini che giungevano al santuario. Anche il restauro totale della chiesa di Santa Bellina - e della gemella San Paolo - dovrà necessariamente comportare anche interventi, perché si tratta di edifici non piccoli - due tetti e due falde - che hanno necessità di interventi specifici e accurati. (b.m.)
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