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cronaca

Stangata Tari, scoppia la polemica

Il sindaco Campus: «Aumenti indispensabili». Le opposizioni: «Indecente vista la qualità del servizio»


08 giugno 2022 di Giovanni Bua


SASSARI. La caccia agli evasori salva i sassaresi da una maxi stangata Tari. Che comunque, anche se in forma minore, arriva, e suscita polemiche, soprattutto a causa di un servizio di raccolta rifiuti che, a 15 mesi dall’inizio del nuovo appalto Gretas, a esser buoni stenta a decollare.

L’aumento del tributo, con il quale, è bene ricordarlo, si devono finanziare interamente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, è stato approvato giovedì in consiglio comunale. L’incremento è per le utenze domestiche dal 2,8 al 4 per cento e per le utenze non domestiche dal 3,8 al 4,5 per cento.

Poco più di un punto percentuale che sarebbe potuto essere anche maggiore, come ha spiegato in consiglio comunale l’assessore al Bilancio Carlo Sardara, se: «Grazie all’attività contro l’evasione fiscale non avessimo trovato 5347 evasori totali. Che hanno significativamente aumentato la platea delle utenze». Da scontare c’era un incremento di costi che invece superava il 5 per cento: «A causarlo – ha spiegato ancora Sardara – è stato l’entrata a regime dell’appalto ambientale e l’incremento dei servizi e degli investimenti, che si è tradotto in un incremento di costi pari a circa il 5,4 per cento. Per quanto riguarda le utenze non domestiche inoltre è intervenuta lo scorso anno una variazione normativa, che ha comportato per alcuni grandi contribuenti la possibilità di smaltire in proprio i rifiuti urbani. La fuoriuscita di questi grandi utenti dall’ambito comunale ha causato una maggiore incidenza dei costi tra gli altri utenti, visto che tali minori entrate non si sono ancora tradotte in una riduzione dei costi, questo avverrà solo nel tempo, a regime».

Una spiegazione che non ha convinto le opposizioni, che hanno votato compatte contro l’aumento e animato il dibattito in aula. «L’evidente difficoltà generale che questa amministrazione ha nel tenere sotto controllo servizi e territorio - attacca il dem Fabio Pinna a nome del gruppo consiliare del Pd – non ci consente di accogliere come “fisiologico” e inevitabile questo significativo nuovo aumento di una tariffa, qual è la Tari, che pesa non poco sui bilanci di famiglie ed imprese sassaresi. Soprattutto per le imprese, quelle piccole in particolar modo, risulta particolarmente indigesta se si considera il periodo difficile che stanno attraversando e che dovranno affrontare in futuro. Quello che serve sono soluzioni di governo che rispondano all’esigenza di migliorare il servizio di igiene ambientale, revisionando un capitolato d’appalto a saldi invariati di spesa e senza ricorrere allo strumento delle varianti tecniche solo con aumento dei costi». – «Non è il momento di aumentare tasse e altri balzelli soprattutto se ci riferiamo ad un servizio che non funziona come dovrebbe – attacca Mariolino Andria –. Ovviamente questo stizzisce la maggioranza e lo stesso sindaco che non manca di accusare chi non si allinea di pressappochismo. È il suo stile, da sempre ma in un contesto che lo colloca nella preistoria e fuori dall’attualità». Sul tema scende in campo anche la Lega, per bocca del segretario regionale Dario Giagoni: «La Giunta civica di Campus sceglie di aumentare la tassa sui rifiuti in un momento storico che vede famiglie e imprese già vessate da ogni genere di aumento, a partire dal caro carburanti e dal caro energia. Aumenti che non vanno di certo di pari passo con i servizi offerti o con la raccolta rifiuti nei punti più critici della città. Vi sono realtà locali virtuose che cercando di essere vicini ai propri cittadini con agevolazioni e minori gravi fiscali e poi vi sono realtà come quella di Sassari dove si tolgono servizi e si aumentano le tasse. Ci chiediamo cosa rimarrà a fine mandato a tutti i cittadini della città più importante del nord Sardegna delle azioni proposte dallo strano mix di persone che la governa».

«È incredibile – chiosa il sindaco Campus – sentire queste critiche. Si vogliono servizi migliori, e maggiori, ma poi ci si stupisce se questo comporta un aumento dei costi. Costi che per legge devono essere completamente coperti dalla Tari. Dire che si poteva evitare l’aumento della tariffa solo con la lotta all’evasione è irrealistico, e i risultati che abbiamo ottenuto certificano evidentemente che questa battaglia la stiamo combattendo meglio di chi ci ha preceduto. Aumentare le tasse in un momento del genere è l’ultima cosa che avremo voluto, ma è un atto indispensabile, e comunque rimangono in campo tutte le agevolazioni per le famiglie con disagio economico».

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