Nefrologia e dialisi: situazione critica
Un paziente: a gennaio ho preso appuntamento per luglio, ora è stato cancellato
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SASSARI. Incertezze e disagi senza fine per i nefropatici che fanno riferimento alle strutture di cura del sassarese. L’ultima testimonianza in ordine di tempo arriva da un lettore - nefropatico e diabetico cronico - che si è fatto portatore delle difficoltà che quotidianamente vivono anche altri numerosi malati del territorio.
«Come altri – racconta l’uomo – ho necessità di visite periodiche vitali, e quindi devo confrontarmi con certezze e con una assistenza che mi dia indicazioni del tipo: oggi non si può, domani vediamo. Segnalo a tale proposito che da circa due anni io come altri incontriamo grosse difficoltà a ottenere una visita. Io ero riuscito a effettuare una prenotazione - badi bene programmata da gennaio 2022 -, per lunedi 21 giusto di quest’anno presso l'ambulatorio del Palazzo Rosa. Ma ora sono stato informato di non presentarmi, in quanto mancano i nefrologi e non si conosce se e quando riprenderanno le visite. Non credo sia l’atteggiamento, di un paese normale. Se mancano i nefrologi - come sembra e come ha denunciato più volte anche La Nuova, la soluzione non può essere quella di cancellare gli appuntamenti, che tra l’altro sono vitali per i pazienti, ma invece cercare e favorire l’inserimento in ruolo dei nefrologi che mancano. È chiedere troppo? Non credo, è solo la rivendicazione di un diritto che deve essere riconosciuto a tutti». Le condizioni di precarietà del reparto Nefrologia e Dialisi sono state esaminate a fine febbraio dalla commissione Sanità del consiglio regionale: appena 7medici in servizio con la relativa chiusura degli ambulatori che garantivano (già con gravi difficoltà) circa 7mila visite l’anno. Sono rimaste in funzione solo le unità di trapianto e pre-dialisi. Una situazione insostenibile con la fase di realizzazione del progetto del nuvo centro che è stata bloccata dalla fase acuta della pandemia e dall’aumento dei prezzi (i fondi non sono più sufficienti). La commissione aveva approvato una risoluzione per impegnare il presidente della Regione a sbloccare la graduatoria per le assunzioni. (g.baz.)
«Come altri – racconta l’uomo – ho necessità di visite periodiche vitali, e quindi devo confrontarmi con certezze e con una assistenza che mi dia indicazioni del tipo: oggi non si può, domani vediamo. Segnalo a tale proposito che da circa due anni io come altri incontriamo grosse difficoltà a ottenere una visita. Io ero riuscito a effettuare una prenotazione - badi bene programmata da gennaio 2022 -, per lunedi 21 giusto di quest’anno presso l'ambulatorio del Palazzo Rosa. Ma ora sono stato informato di non presentarmi, in quanto mancano i nefrologi e non si conosce se e quando riprenderanno le visite. Non credo sia l’atteggiamento, di un paese normale. Se mancano i nefrologi - come sembra e come ha denunciato più volte anche La Nuova, la soluzione non può essere quella di cancellare gli appuntamenti, che tra l’altro sono vitali per i pazienti, ma invece cercare e favorire l’inserimento in ruolo dei nefrologi che mancano. È chiedere troppo? Non credo, è solo la rivendicazione di un diritto che deve essere riconosciuto a tutti». Le condizioni di precarietà del reparto Nefrologia e Dialisi sono state esaminate a fine febbraio dalla commissione Sanità del consiglio regionale: appena 7medici in servizio con la relativa chiusura degli ambulatori che garantivano (già con gravi difficoltà) circa 7mila visite l’anno. Sono rimaste in funzione solo le unità di trapianto e pre-dialisi. Una situazione insostenibile con la fase di realizzazione del progetto del nuvo centro che è stata bloccata dalla fase acuta della pandemia e dall’aumento dei prezzi (i fondi non sono più sufficienti). La commissione aveva approvato una risoluzione per impegnare il presidente della Regione a sbloccare la graduatoria per le assunzioni. (g.baz.)
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