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cronaca

Fallimento del Policlinico Sassarese, 8 indagati

La lente della Procura su consiglio di amministrazione e collegio sindacale in carica dal 2014 al 2019


23 marzo 2022 Nadia Cossu


SASSARI. Ci sono otto nomi "eccellenti" nell'inchiesta della Procura di Sassari aperta in seguito al fallimento del Policlinico Sassarese decretato il 23 gennaio del 2019 dal tribunale fallimentare di Sassari. Il sostituto procuratore Mario Leo ha notificato la chiusura delle indagini preliminari a Piero Bua, presidente del consiglio di amministrazione, ai consiglieri Francesco Paolo Bua, Edoardo Bene, Giovanni Pinna e Vincenzo Dettori (quest'ultimo direttore generale nel 2014). E, ancora, ai componenti del collegio sindacale Erasmo Salvatore Meloni (presidente), Franceschino Paschino e Giovanni Pinna Parpaglia (entrambi sindaci effettivi nel 2014).

Al centro dell'indagine della magistratura ci sarebbe la condotta del presidente e dei componenti del consiglio di amministrazione che, a vario titolo, avrebbero «effettuato pagamenti allo scopo di favorire alcuni creditori in danno della par condicio creditorum» scrive il pm nel 415 bis. Secondo l'accusa, in sostanza, gli indagati nonostante fossero consapevoli dello stato di dissesto del Policlinico Sassarese, perlomeno fin dall'anno 2014, per evitare che la società venisse segnalata alla Centrale rischi di Banca d'Italia a causa delle esposizioni (in sofferenza) nei confronti del Banco di Sardegna, «procedevano al parziale pagamento dei debiti in favore dello stesso istituto di credito, così favorendolo rispetto agli altri creditori che vantavano gradi di privilegio superiori e, in ogni caso, violando la par condicio creditorum». Pagamenti preferenziali che nel 2014 sarebbero ammontati a poco più di due milioni di euro, nel 2015 a 638.827 euro, nel 2016 a 75.132 euro e nel 2017 a 901.772 euro. Mentre nel 2018 i pagamenti preferenziali, alla data della presentazione della domanda di concordato preventivo, ammontavano a quasi un milione e mezzo di euro.

A carico del collegio sindacale ci sarebbe invece l'accusa di aver «avallato le decisioni degli amministratori del Policlinico, omettendo di vigilare e controllarne l'operato, violando gli specifici doveri a carico del collegio sindacale, e omettendo anche di attivare i poteri loro concessi per impedire i fatti di bancarotta preferenziale». Secondo la Procura, nella Relazione al bilancio non avrebbero esposto alcuna considerazione «relativa al soddisfacimento parziale delle pretese del Banco di Sardegna nel corso del 2014, pur a conoscenza che tali pagamenti avrebbero violato la par condicio creditorum e aggravato il dissesto per gli importi corrispondenti».

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giuseppe e Bruno Conti, Giovanni Contu, Carlo Pinna Parpaglia, Salvatore e Carla Galleri, Luigi Esposito, Francesco Iovino, Diego Lumbau e Antonio Serra.Nel 2019, al vaglio del collegio del tribunale fallimentare non era passata l'offerta del gruppo bergamasco Rusconi che proponeva un accordo ponte di affitto della struttura sanitaria, fuori da una procedura di gara, e un diritto di prelazione sull'acquisto al prezzo di 6 milioni di euro oltre alla richiesta di diritto al pareggio nel caso di asta per la vendita. Ma soprattutto non era passata la proposta di pagare alla maggior parte dei creditori appena l'1 per cento di quanto loro dovuto. Da qui il fallimento.

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