Porto Torres, mobilitazione a sostegno della famiglia Saladdino
di Gavino Masia
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Un rosa lasciata sul luogo dove è stato ucciso Basilio SaladdinoParrocchie in prima linea: ci sono due bambini da aiutare a causa del duplice delitto. Don Michele Murgia: «È un dovere e la comunità sta dimostrando grande cuore»
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PORTO TORRES. Il cuore e la solidarietà dei cittadini turritani si animano per cercare di sostenere con le loro forze una brava famiglia colpita improvvisamente da una mano assassina. Si è infatti messa in moto l’iniziativa per sostenere la famiglia Saladdino, colpita tragicamente da due lutti e dalla necessità di far fronte al mantenimento di due bambini piccoli.
Nelle ultime settimane l'amministrazione comunale ha dialogato costantemente con i familiari delle vittime dell'aggressione avvenuta lo scorso 26 febbraio in via Principessa Giovanna. E nel frattempo ha raccolto la disponibilità delle parrocchie cittadine per coordinare gli interventi di sostegno. Don Michele Murgia, vicario coordinatore della Pastorale interparrocchiale, insieme agli altri i parroci cittadini don Salvatore Masia, don Gavino Sanna e don Boniface Da hanno dato la disponibilità a raccogliere offerte o altre forme di sostegno da devolvere al nucleo familiare dei Saladdino. Chi volesse contribuire può rivolgersi a loro e fare una donazione, fino al 9 aprile 2022, specificando la destinazione.
«Mi sembra doveroso farsi carico di questa situazione – afferma don Michele Murgia, parroco della chiesa di Cristo Risorto – e del prendersi cura di questa famiglia: anche se Porto Torres vive un momento di difficoltà dal punto di vista economico, i cittadini si stanno mettendo la mano sul cuore perché la generosità può essere sempre una risorsa inattesa».
Venerdì 8 aprile è stata organizzata anche una Via Crucis, alle 19, con partenza dalla chiesetta di Balai vicino e arrivo alla basilica di San Gavino. «Sarà un momento di preghiera che dedichiamo ad Ilaria – ha aggiunto don Murgia -, per la sua guarigione e il suo rientro a casa». Gesti di tanto affetto e momenti di silenzio e preghiera quotidiani quelli che le colleghe di lavoro e le amiche dedicano a Ilaria Saladino, 39 anni, ancora ricoverata nel reparto Rianimazione del Santissima Annunziata. Caterina Mancusa, madre di Ilaria e moglie dell'ex poliziotto Basilio Saladino, ucciso il 26 febbraio a Porto Torres dal genero Fulvio Baule, non ce l'ha purtroppo fatta. E’ morta mercoledì nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Sassari, dove era ricoverata in coma da oltre un mese. Un dolore immenso ha attraversato tutta la città dal quel 26 febbraio, che però ora vuole reagire con forza per supportare in tutti modi le donne e i bambini della famiglia Saladdino. «Ringrazio la chiesa locale per questo ennesimo esempio di solidarietà - afferma il sindaco Massimo Mulas - che si aggiunge a quello fornito dalle tante associazioni che si sono messe a disposizione per la medesima finalità. Per il momento privilegiamo questa strada, in attesa di attivare ulteriori forme di sostegno una volta che saranno definite alcune questioni burocratiche e legali. È la dimostrazione che anche nelle tragedie, Porto Torres sa stringersi intorno alle vittime come una vera famiglia».
Nelle ultime settimane l'amministrazione comunale ha dialogato costantemente con i familiari delle vittime dell'aggressione avvenuta lo scorso 26 febbraio in via Principessa Giovanna. E nel frattempo ha raccolto la disponibilità delle parrocchie cittadine per coordinare gli interventi di sostegno. Don Michele Murgia, vicario coordinatore della Pastorale interparrocchiale, insieme agli altri i parroci cittadini don Salvatore Masia, don Gavino Sanna e don Boniface Da hanno dato la disponibilità a raccogliere offerte o altre forme di sostegno da devolvere al nucleo familiare dei Saladdino. Chi volesse contribuire può rivolgersi a loro e fare una donazione, fino al 9 aprile 2022, specificando la destinazione.
«Mi sembra doveroso farsi carico di questa situazione – afferma don Michele Murgia, parroco della chiesa di Cristo Risorto – e del prendersi cura di questa famiglia: anche se Porto Torres vive un momento di difficoltà dal punto di vista economico, i cittadini si stanno mettendo la mano sul cuore perché la generosità può essere sempre una risorsa inattesa».
Venerdì 8 aprile è stata organizzata anche una Via Crucis, alle 19, con partenza dalla chiesetta di Balai vicino e arrivo alla basilica di San Gavino. «Sarà un momento di preghiera che dedichiamo ad Ilaria – ha aggiunto don Murgia -, per la sua guarigione e il suo rientro a casa». Gesti di tanto affetto e momenti di silenzio e preghiera quotidiani quelli che le colleghe di lavoro e le amiche dedicano a Ilaria Saladino, 39 anni, ancora ricoverata nel reparto Rianimazione del Santissima Annunziata. Caterina Mancusa, madre di Ilaria e moglie dell'ex poliziotto Basilio Saladino, ucciso il 26 febbraio a Porto Torres dal genero Fulvio Baule, non ce l'ha purtroppo fatta. E’ morta mercoledì nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Sassari, dove era ricoverata in coma da oltre un mese. Un dolore immenso ha attraversato tutta la città dal quel 26 febbraio, che però ora vuole reagire con forza per supportare in tutti modi le donne e i bambini della famiglia Saladdino. «Ringrazio la chiesa locale per questo ennesimo esempio di solidarietà - afferma il sindaco Massimo Mulas - che si aggiunge a quello fornito dalle tante associazioni che si sono messe a disposizione per la medesima finalità. Per il momento privilegiamo questa strada, in attesa di attivare ulteriori forme di sostegno una volta che saranno definite alcune questioni burocratiche e legali. È la dimostrazione che anche nelle tragedie, Porto Torres sa stringersi intorno alle vittime come una vera famiglia».
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