Sassarese riceve una multa dalla Bulgaria, ma non c'è mai stato
Contestato l'eccesso di velocità dalla polizia statale di Sofia
SASSARI. Il 26 aprile del 2019 sarebbe sfrecciato a tutta velocità alla guida della sua auto tra due paesini della Bulgaria, superando di quasi trenta chilometri orari il limite consentito in quella zona. Per quell'infrazione al codice della strada la polizia di stato bulgara si è fatta viva dopo quasi tre anni, chiedendo a un automobilista sassarese di pagare una sanzione di cento lev, la moneta bulgara che vale più o meno la metà di quella europea.
La richiesta di circa cinquanta euro è stata notificata qualche giorno fa per raccomandata a Pietro Farina, sassarese di 86 anni, geometra in pensione, che con la sua Alfa Romeo 166 non ha però mai messo piede fuori dalla Sardegna.«Ho il sospetto che si tratti di un tentativo di truffa - racconta il pensionato che si è rivolto alla Nuova Sardegna - ma sono certo che se qualcuno volesse approfondire la vicenda potrebbe quanto meno risalire all'intestatario dell'iban bancario indicato nella raccomandata che mi è stata recapitata a casa».All'interno della missiva l'anziano geometra ha trovato un verbale scritto in bulgaro, in cui compaiono il suo nome e cognome e il suo indirizzo di casa e poi una parte in italiano in cui gli si chiede di pagare la multa entro sessanta giorni tramite bonifico.
«Non ci ho pensato neanche per un secondo - racconta divertito Pietro Farina - ma mi dispiacerebbe se qualcuno dovesse abboccare a una richiesta simile e pagare. Tra l'altro - aggiunge il pensionato - nel verbale compilato in bulgaro c'è scritto che la mia auto è una Fiat, quando invece si tratta di un'Alfa Romeo. La targa che hanno indicato - prosegue - è effettivamente quella della mia auto, ma non capisco come facciano a dire che sono passato in quella strada se io non mi sono mosso da Sassari».L'Alfa 166 del pensionato sassarese secondo la polizia bulgara sarebbe passata tra le città di Galabovo e Radnevo alle 13.45 del 26 aprile del 2019 a 78 chilometri orari in una zona in cui vige il limite massimo di cinquanta. Solo oltre un anno dopo la presunta infrazione, il 2 giugno del 2020, la raccomandata sarebbe stata spedita in Italia. E dopo quasi altri due anni, il 31 marzo del 2022 - pochi giorni fa - un postino l'ha recapitata a casa del geometra 86enne nel quartiere di Luna e Sole.
«Non ci ho mica perso il sonno - spiega Pietro Farina - e ho scoperto che anche se fosse vera e non la pagassi non incorrerei in nessun guaio, ma il mio sospetto è che si tratti di un tentativo di truffa».Nella notifica, con tanto di carta intestata del ministero dell'interno bulgaro, viene precisato che qualora decidesse di fare ricorso il pensionato si deve rivolgere alla Corte distrettuale di Stara Zagora, una città bulgara che si trova a 230 chilometri dalla capitale Sofia. «Non farò nessun ricorso - sorride Pietro Farina - e fino a quando mi rinnoveranno la patente continuerò a guidare rispettando i limiti di velocità. Ma lo farò a Sassari, non sono mai stato in Bulgaria e non conto di andarci».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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