Il profumo dei cento anni. i Mangatia: «Resistiamo»
La salumeria venne aperta a Sassari nel 1922. È una delle poche attività di via Università
SASSARI. Il profumo si insinua nelle narici e agisce da sempre come un micidiale buttadentro. Tra salumi, formaggi, dolci e ricotte, quella dei Mangatia è la dinastia del gusto che sa bene come prendere per la gola chi passeggia tranquillo in via Università. Le cose funzionano così da cento anni esatti. La storica salumeria del centro storico sassarese, fondata nel 1922 tra le stesse mura in cui si trova ancora oggi, tiene le porte aperte e resiste nonostante la grande crisi che ha rallentato i battiti del cuore della città. «Non abbiamo mai chiuso. Anzi, una volta sì: quindici giorni sul finire della seconda guerra mondiale. Per il resto, siamo sempre stati qui» racconta con orgoglio Pinuccio Mangatia, l’uomo che, sulle orme del padre Baingio e del prozio Pietro, delizia Sassari e dintorni affettando ogni giorno il meglio delle produzioni che arrivano direttamente dal mondo laborioso delle campagne.
Testimoni del tempo che passa, i Mangatia hanno visto la città cambiare volto, ingrandirsi e trasformarsi. Ma soprattutto hanno vissuto in pieno l’irrefrenabile declino del centro storico. Lo scenario attuale di via Università, dove oggi si collezionano porte chiuse e serrande abbassate, è totalmente diverso da quello di qualche tempo fa. «Hai presente come si riempie Città Mercato nei giorni prima di Natale? Ecco, una volta via Università era tutti i giorni così. La strada brulicava di gente e, per entrare qui da noi, i clienti si mettevano in fila all’esterno. Come per il coronavirus, ma senza pandemia» sorride malinconico Pinuccio davanti al suo bancone.
Storia di famiglia. La salumeria di via Università è una istituzione che quest’anno festeggia il secolo di vita. Perché sono passati esattamente cento anni da quando Pietro Mangatia, 22enne di Osilo, decise di aprire un piccolo punto vendita a Sassari. «Era un mio prozio – spiega Pinuccio –. Cioè il fratello di mio nonno, Francesco. Vendeva i prodotti che la mia famiglia realizzava in campagna, nella Nurra. Funzionava così: mio nonno faceva il formaggio, le salsicce, il burro e il lardo e mio prozio portava tutto qua, in via Università. Fecero una sorta di joint venture dell’epoca. Poi, dai primi anni Cinquanta, fu mio padre Baingio a occuparsi della salumeria. Ha lavorato fino al lockdown, fino ai 90 anni. Anche mia mamma, Maria Chessa, ha sempre lavorato qui».
I prodotti. Negli anni le cose sono cambiate, ma non troppo. Lo spirito resta sempre quello della bottega di quartiere. «Pian piano mio padre ha comunque ampliato la gamma – continua Pinuccio –. Ha aggiunto il parmigiano reggiano, il prosciutto di Parma ed è andato alla ricerca delle formaggelle di Osilo. Ma ancora oggi manteniamo i rapporti con il resto della famiglia, che conta molti pastori. Continuiamo a prendere il formaggio dai figli dei figli dei miei zii. E poi c’è tutto il resto, alcuni prodotti arrivano anche da altre zone dell’isola». Non mancano i pezzi forti: i prodotti realizzati sulla base delle ricette gelosamente custodite in famiglia, come quella per il mirto. In vista della Pasqua, invece, vengono sfornate delle ottime colombe a marchio Mangatia.
Il centro storico. Nella salumeria di via Università non ci si finisce per caso. Certo, il profumo dei salumi e del formaggio è talmente forte che a stento i passanti riescono a filare via senza farsi tentare da ciò che si può acquistare qui dentro. Ma da sempre la bottega di Mangatia è considerata il luogo ideale dove trovare il meglio delle produzioni locali. E la gente continua a venirci apposta. È soprattutto per questo motivo che il negozio riesce a resistere al declino del centro. «Bisogna puntare sulla qualità, dobbiamo fare in modo che la gente venga appositamente qui – sottolinea Pinuccio –. Siamo riusciti a restare in piedi grazie alla clientela consolidata negli anni. Perché, per fortuna, abbiamo ancora clienti che arrivano da tutta Sassari. È molto importante, perché purtroppo via Università non è più quella di una volta. Una tempo si respirava entusiasmo e soprattutto si contava tantissima gente».
La salumeria Mangatia è l’attività più antica della via. E sono ormai pochissimi gli altri negozi che, lungo la stessa strada, sono riusciti ad attraversare i decenni. «Cosa si potrebbe fare per rilanciare il centro storico? Diverse cose – suggerisce Pinuccio Mangatia –. Andrebbe rivitalizzato rendendo le facciate delle case più belle, obbligando i proprietari a intervenire. E il Comune dovrebbe anche dare la possibilità agli stessi proprietari di rifare le proprie abitazioni in maniera idonea e più moderna. Poi servirebbero una illuminazione adeguata e un po’ più di sicurezza. Pian piano, poi, la gente viene. Ma bisogna darle un motivo per vivere il centro storico. Oggi, tolti noi e pochissime altre attività, perché i sassaresi dovrebbero venire in via Università?».
Grazie Sassari. Pinuccio Mangatia, professionista del gusto ipertitolato e più volte finito in tv, ha due figli: Mauro e Silvia, entrambi alle prese con i loro percorsi di lavoro e di studio. «Ma son sicuro che prima o poi torneranno qua, sono la quarta generazione» dice il padre. Ma prima di tornare dietro il suo bancone, Pinuccio Mangatia, affiancato dai collaboratori Claudio Corrias e Martina Baldinu, ha ancora qualcosa da dire. «Voglio ringraziare Sassari, i miei clienti. A loro chiedo di non abbandonarci. Come succede con la Torres, la Dinamo e il Cagliari nelle partite importanti: che vengano a trovarci e che non ci abbandonino proprio in questo momento».
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