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cronaca

Sassari, le anatre che nuotano tra i capannoni di Predda Niedda

Da anni in un laghetto nato accidentalmente nella zona industriale vengono alla luce degli anatroccoli. Ma c’è chi li ruba


08 giugno 2022 di Dario Budroni


SASSARI. Le auto sfrecciano lungo i viali, la gente riempie buste e carrelli della spesa e loro nuotano beati all’ombra dei capannoni prefabbricati. Sono i germani reali che da tempo hanno trovato casa nel cuore della zona industriale. In un profondo scavo abbandonato dove sarebbe dovuto venire su un capannone, di fronte allo Spazio Conad, cioè l’ex Auchan, a causa delle piogge e soprattutto della presenza di una falda si è da anni creato un piccolo laghetto. E alla fine, col passare del tempo, si è formato anche un vero ecosistema, con tanto di piante tipiche delle zone umide. Ma a conquistare la scena sono soprattutto loro: i germani reali con gli anatroccoli al seguito. Peccato però per il contorno: a rovinare l’atmosfera della natura che si riprende i suoi spazi sono le erbacce, qualche rifiuto e in particolare una vecchia e arrugginita recinzione che ormai si regge in piedi a fatica. E poi c’è un altro problema: i ladri di anatre. Persone che, dopo essersi intrufolate nell’area, si divertono a rubare gli esemplari di germano reale.

Lago di Predda Niedda. Il piccolo lago circondato dalle insegne di Predda Niedda appare come un regalo della natura. Un luogo dove i germani reali fanno nascere i loro pulcini. Per questo le guardie ecozoofile si occupano da tempo di monitorare la singolare piscina all’aperto. «Sì, interveniamo spesso di nostra iniziativa e anche in seguito alle segnalazioni dei cittadini – spiega Pietro Idini, presidente delle guardie Agras –. Interventi che si concentrano in particolare durante i periodi di cova. Spesso i pulcini finiscono sul marciapiede o sulla strada». Ma non solo. Le guardie ambientali Agras, insieme ai colleghi dell’Aeopc, comandati da Maurizio Cau, intervengono anche per scongiurare i furti di germano reale. «Non sappiamo bene perché, ma c’è chi cattura questi animali. Vengono presi e portati via» dice Idini. In passato, per far crescere gli anatroccoli in un contesto decisamente più idoneo, le guardie ambientali erano intervenute insieme ai vigili del fuoco per recuperare gli uccelli e trasportarli altrove. Alcuni piccoli erano stati anche ricoverati nel centro di recupero della fauna a Bonassai.

Natura nel cemento. Il bacino è nato diversi anni fa dove nessuno se lo sarebbe aspettato. Una risposta della natura al cemento e all’asfalto che comandano ovunque. Un caso che ricorda quello del lago Ex Snia, noto anche come lago Sandro Pertini, che si trova a Roma. Nato accidentalmente nei primi anni Novanta durante i lavori di sbancamento di un cantiere che avrebbe dovuto dare alla luce un parcheggio sotterraneo, l’Ex Snia è pian piano diventato un simbolo della natura che non si arrende. Un luogo poi preso a cuore da artisti, associazioni e ambientalisti, che si sono per anni battuti per la sua salvaguardia. Alla fine il laghetto, straordinariamente ricco di biodiversità, è stato riconosciuto dalla regione Lazio come monumento naturale.

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